Schick: “Punti persi”

di Redazione

Corriere dello Sport (A.Ancona) – Appena la Roma lascia lo stadio, a Verona comincia a nevicare. Nella semi-tormenta da trasferta adesso è finita la squadra di Di Francesco, che fuori casa aveva ingranato un ritmo impressionante. Tra Genoa e Chievo, stop inattesi: un Sorrentino insuperabile fa il resto, così al Bentegodi si resta con un pugno di mosche in mano. Anche su Patrick Schick, uno che la Roma titolare non l’aveva mai conosciuta. «Peccato, è un’occasione persa», sospira tra una parola e l’altra in un italiano che si sta perfezionando. «Portarci a tre punti dall’Inter sarebbe stata un’altra storia, ma la partita di mercoledì in Champions non c’entra con questo pareggio: l’avevamo preparata bene ugualmente».

SERVE TEMPO – Schick non giocava dal primo minuto da fine maggio, ultima giornata dello scorso campionato. E ha contribuito parecchio al primo dei pochissimi stop in trasferta – tre in tutto – della Roma nel 2017. C’è stato anche un suo gol, in quel 3-2 di Marassi a gennaio quando il ceco era l’astro nascente della Sampdoria. «Chiaro che mi serve altro tempo per entrare nei meccanismi della Roma», prosegue l’attaccante che sta togliendosi di dosso la ruggine post-infortunio. Da oggetto misterioso a valida alternativa, il passo dovrà essere breve: le prove tecniche, per Di Francesco, sono tutte in quella decisione iniziale di sacrificare Dzeko nell’undici-base contro il Chievo. «Posso giocare come punta oppure da esterno, non c’è problema», il pensiero di Schick che al Bentegodi deve cambiare ruolo per necessità.

COMPITI SIMILI – Quando serve buttare palloni in area alla disperata e avere Dzeko è una necessità, il talentino preso dalla Samp deve spostarsi. «Ho fatto la punta per sessanta minuti, ma non ho preferenze sul ruolo. Penso che siano due compiti molto simili. Giocando largo ho più contatto con la palla, a seconda dell’azione, anche in fase di appoggio. In generale, sono contento di aver fatto novanta minuti in campo». L’ultima volta fuori, dal nostro contesto, era stata in Nazionale: l’Europeo Under 21, e una discreta dose di soddisfazione – annacquata solo dall’uscita ai gironi della Repubblica Ceca – per Schick, autore di un gol contro la Danimarca. Poi sarebbe arrivata l’estate e lo sballottamento di un giallo sul mancato passaggio alla Juve.

DELUSIONE – Florenzi esce dallo spogliatoio e borbotta qualcosa ai tifosi che gli chiedono dell’esclusione. «Scelta tecnica, chiedete a Di Francesco…», dice l’esterno della Nazionale. Kolarov transita poco più tardi, scuro in volto. L’umore romanista non può essere proprio dei migliori, dopo un assedio improduttivo al Chievo e aspettando il sorteggio degli ottavi di Champions. «Siamo delusi dal pareggio ma guardiamo avanti», dice ancora Schick davanti ai cronisti: il chiodo fisso diventa evitare gli sprechi, facendo tesoro di questa partita. «E’ mancato sempre poco, anche calciando molto verso la loro porta».