Sabatini: “La Roma è stata la mia vita, il mio rapporto con Pallotta non ha funzionato. Con il ritiro di Totti viene meno un’idea tutta tecnica e tutta poetica del calcio”

di Redazione

Walter Sabatini, coordinatore tecnico del gruppo Suning ed ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Corriere Dello Sport. Il dirigente italiano ha parlato anche della sua passata esperienza in giallorosso. Queste le sue parole:

“Cosa non ha funzionato tra me e la Roma? Cosa non ha funzionato nel rapporto tra me e Pallotta, potrei direNella Roma ha funzionato tutto perché la Roma è stata la mia vita. La vivo dentro come una cosa mia, irripetibile. Con Pallotta le cose hanno funzionato benissimo per un po’ di tempo, meno bene dopo. Forse io mi sono posto nella maniera sbagliata, ho creduto che la Roma potesse essere la mia. Qualche errore l’ho fatto e a un certo punto era giusto che io cambiassi. Anche mio figlio che ha dodici anni non mi ha mai perdonato questa scelta. Lui va a letto con la maglietta di Totti, puntualmente. Questo sentimento di amore totale io l’ho condiviso silenziosamente con moltissime persone ma è stato un sentimento talmente potente che non sono riuscito a condividerlo con Pallotta. Questo è il senso della cosa“.

Penso che con l’uscita di scena di Francesco viene meno un’idea tutta tecnica e tutta poetica del calcio. Non è solo un campione che smette: ci saranno delle giocate, delle soluzioni tecniche che saranno estinte perché vanno via con lui e questo è un danno per il calcio, inevitabile ma incredibile. Penso che Totti adesso debba trovare la forza di accantonare il passato e accettare l’idea che nella vita c’è anche qualcos’altro, cosa molto difficile per lui. Anche perché io ho colto nei miei colloqui con lui una reale voglia, quasi adolescenziale, di continuare a giocare al calcio. E contro quella si lotta veramente male. Quando girano trecento giocatori, dieci possono non riuscire. Gerson fa in tempo, è del ’97, ha avuto delle difficoltà ma ha qualità. Iturbe è stato invece vittima di un’involuzione che nessuno ha potuto prevedere. Si è seduto in un ruolo di comprimario e questa è una cosa che non mi aspettavo. Doumbia non è un giocatore sbagliato, il più bel gol della Champions League dell’anno scorso lo ha fatto lui a Londra. Sono stati errati i tempi e i modi e me ne assumo la responsabilità. Scudetto? Vincerà il Napoli“.