Il Tornatora

Roma, testa al fattore “B”

di Redazione

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – È una vigilia speciale, che apre una settimana che può fare la storia della Roma. Oggi a Bologna, mercoledì a Barcellona. Non bisogna sbagliare una mossa, per inseguire un sogno. Di Francesco non nomina mai la parola Barcellona, si concentra sulla partita del Dall’Ara, la sfida con suo figlio Federico, la famiglia riunita in tribuna stampa, con il cuore diviso a metà. Il futuro è adesso. «Dobbiamo restare concentrati sul Bologna». Lo ripete da giorni, nello spogliatoio e pubblicamente. Ci sarà tutto il tempo per pensare al Barcellona, anche se in realtà ci pensa da quando l’urna di Nyon gli ha regalato la sfida contro una delle squadre più forti al mondo, che probabilmente ritroverà in estate nella tournée americana. La sfida del Camp Nou ormai è alle porte, si lavorerà anche durante le vacanze di Pasqua, si partirà subito dopo. Ma la difesa del terzo posto offrirà il prossimo anno la possibilità di rivivere momenti come questo e allora a Bologna Di Francesco cercherà la vittoria: «Io non sento minimamente l’impegno col Barça perché adesso c’è il Bologna. È troppo importante mantenere la nostra posizione in classifica. Non sarà una partita facile, non hanno mai vinto con una big e vorranno farlo».

SCELTE RAGIONATE – Turn over ragionato, con la scelta che cadrà su molti dei giocatori migliori: «Devo fare delle considerazioni in vista delle prossime gare ravvicinate. La valutazione più importante che devo fare è che ci sono giocatori che sono stati utilizzati poco o niente in nazionale, e altri che hanno giocato tutte le partite». Insomma, calcolando che nei prossimi dieci giorni la Roma affronterà Bologna, Barcellona, Fiorentina e ancora Barcellona, Di Francesco ha l’esigenza di cambiare: «Da qualche parte dovrò muovere. È impensabile non farlo, ci sarà per forza il turnover, ma con il Bologna cambierò il giusto, senza esagerare». Anche perché ci sono alcuni giocatori infortunati. «Pellegrini siamo ottimisti di poterlo recuperare col Barcellona, mentre Ünder ha avuto un piccolo problema muscolare». Entrambi oggi non ci saranno. Non si sbilancia sulla formazione, ma questa volta Schick sembra in vantaggio su Dzeko: «Sono al 50 per cento, deciderò all’ultimo. Se Patrik domani dovesse scendere in campo mi auguro possa dimostrare realmente che è tornato con grande carica dagli impegni con la nazionale».

SFIDA IN FAMIGLIA – Si emoziona un po’ quando parla del figlio Federico: «È cresciuto tanto, è un periodo in cui non sta facendo benissimo e deve ritrovarsi anche se ha fatto un percorso importante dalla Serie C alla A. Mi auguro possa fare molto più di me perché ha i numeri per riuscirci. In tribuna i parenti faranno tutti il tifo per lui. Tecnicamente è più forte di me, ma io avevo altre qualità...». Vede una Roma più matura rispetto a quella della flessione invernale: «Qualcosina si deve fare per non far calare fisicamente e mentalmente la squadra. Dopo aver vinto il girone di Champions col Qarabag possiamo aver mollato un po’, sbagliando. In questo dobbiamo migliorare, dobbiamo crescere a Trigoria. Ora la squadra è tornata a brillare ma i momenti difficili li attraversano tutte le squadre, noi però non siamo stati bravi a portare a casa i risultati. Dobbiamo essere più cinici e attenti nella gestione della partita». A cominciare da oggi, con il Barcellona che si avvicina.