Il Tornatora

Roma, ora è tardi. Spreca un tempo, poi la frenano errori, due pali e Consigli. Miraggio Champions

di Redazione

Una doppia partita va in scena a Reggio Emilia. Quella strettamente calcistica racconta l’addio virtuale della Roma alla Champions dopo lo 0-0 (il primo match senza gol dell’era Ranieri) contro il Sassuolo, salvatosi dal forcing finale dei giallorossi, e quella giocata dagli ultrà giallorossi, che per tutto il match hanno insultato proprietà e dirigenza, inneggiando a De Rossi e alla Roma. In questo clima surreale, a fare la differenza dovevano essere le motivazioni: se la i capitolini ne avevano di più, stavolta le polveri dell’attacco sono state così bagnate da non riuscire a fare la differenza. Non sorprende, perciò, che la sia più la formazione ospite a cercare il gol, anche se Consigli viene impegnato solo due volte, all’alba e al tramonto del primo tempo. La ripresa è più vivace, soprattutto perché i giallorossi alzano i ritmi e il pressing. E se i neroverdi non sanno fare molto nelle ripartenze a campo aperto, la Roma – con l’ingresso di Pastore al posto di uno spento Zaniolo – ha 4 occasioni nitide. Quanto basterebbe per meritare un successo, però gli dei del calcio – dando per ora il 10° posto agli uomini di De Zerbi – ormai sembrano aver abbandonato i giallorossi. Ai tifosi ora non resta che sognare Gasperini, Sarri e Allegri per ricostruire. Ma senza Champions (e con l’Europa League da conquistare) sarà dura. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.