CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – I gol dalle retrovie, l’allargamento dello zoccolo duro e una mentalità offensiva ormai talmente affinata da non farsi bastare neppure l’arrivo di Donyell Malen: nella Roma, persino quando s’arrendono gli inamovibili, non esiste calo di rendimento, né tecnico né mentale. A giro sono mancati tutti, per infortunio o per squalifica, ma la squadra non è mai mancata sul piano dell’atteggiamento. L’altra Roma, quella lontana dai riflettori dell’attacco, continua a brillare di luce propria.

Quasi il 40% dei gol di questa stagione sono arrivati dai reparti teoricamente più distanti dalla porta avversaria: sono 18 su 49 totali, 48 senza considerare l’autogol di Scales del Celtic. Negli altri 30 c’è pure il contributo di Pellegrini, 4 reti, il trequartista più difensivo che Gasp considera un centrocampista più. Da Wesley e Pisilli, 3 a testa, fino a N’Dicka, Hermoso, Cristante e Koné, a quota 2, nei tabellini c’è stato spazio per tutti. Soulé, con 7 centri continua a guidare il gruppo dei marcatori, subito dopo c’è Malen, che in un mese ha già eguagliato il rendimento di Ferguson (5).

Difensori, esterni e mediani hanno anche consegnato 15 assist, contro i 22 di trequartisti e attaccanti. Il conto quasi si pareggia. Celik ad esempio, ha servito ai compagni gli stessi passaggi vincenti di Dybala (4), così come Mancini ha all’attivo due assist come Dovbyk ed El Shaarawy. Nel contesto in cui è il gruppo a esaltare i singoli, aumentano pure i titolari.

A inizio stagione Gasperini parlava di “zoccolo duro” formato da 7-8 calciatori, adesso a questo numero vanno aggiunti con merito Ghilardi, El Aynaoui, Pisilli, Pellegrini, Malen e Zaragoza. La crescita di due giovani in particolare conferma la bontà del lavoro svolto dietro le quinte. Fino alla fine di dicembre, Ghilardi in campionato aveva giocato al massimo 17 minuti, a Cagliari, tra l’altro in modo disastroso, con 4 spezzoni in A e una sola gara per intero in Europa. Dal 6 gennaio in poi, invece, ha disputato 10 partite da titolare su 11, sfruttando a rotazione le squalifiche di Mancini e gli infortuni a ripetizione di Hermoso.

Pisilli, d’altra parte, è sbocciato non appena le condizioni si sono rivelate favorevoli: con El Aynaoui in Africa e Koné in infermeria, Niccolò si è letteralmente mangiato il campo, inanellando una prestazione favorevole dietro l’altra. Quando terminerà l’emergenza offensiva – in 5 sono out – Gian Piero Gasperini avrà addirittura l’imbarazzo della scelta.