Corriere dello Sport – Roma, centrocampo da sogno

Il centrocampo che adesso frutta il 65 per cento di possesso palla e il primato in serie A nella supremazia territoriale è un centrocampo che nemmeno Luis Enrique in estate aveva immaginato. Per questo ci sono volute molte settimane per assemblarlo e renderlo funzionale alle idee dell’allenatore. Durante il ritiro di Riscone di Brunico, la situazione era questa: De Rossi era un muro maestro della Roma senza contratto con la Roma; Gago era a Madrid nella lista di proscrizione di Mourinho; Pjanic giocava e si divertiva nel Lione. Contro lo Slovan Bratislava, nello sconcertante preliminare di Europa League, giocarono Viviani e Simplicio.

Ma anche dopo l’arrivo di Gago e Pjanic, Luis Enrique non pensava di inserirli in un terzetto che fosse completato da De Rossi. «Credevo che De Rossi e Gago non potessero giocare insieme, invece si trovano benissimo: una volta uno fa il regista e l’altro l’interno. E va tutto bene, mi piace molto» ha spiegato l’allenatore con molta franchezza domenica sera, dopo la vittoria con il Lecce decisa essenzialmente dalla qualità dei centrocampisti. Su Pjanic, Luis Enrique si era espresso alla fine di Roma-Milan:  «E’ piccolino, eppure non si lascia buttare giù. Vorrei che tutti i giocatori della Roma avessero il suo atteggiamento in campo»  Questa frase, che ai vecchi dello spogliatoio non piacque affatto, rende l’idea della stima dell’allenatore.

E così, tra l’esordio in Roma-Cagliari e la partita di domenica, Luis Enrique ha plasmato il centrocampo secondo i suoi gusti. Aveva cominciato il campionato con la linea Perrotta-De Rossi-Pjanic, ora è passato al terzetto inedito Pjanic-Gago-De Rossi, modificando continuamente le posizioni. Tre giocatori di qualità dietro a tre attaccanti: un’utopia che prende corpo. Con il Lecce, Gago è partito da regista e nel secondo tempo ha segnato il terzo gol della sua vita da interno destro. De Rossi si è mosso con il passare dei minuti in tutte e tre le posizioni del centrocampo: prima interno sinistro, come in Nazionale, poi interno destro, infine regista. La stessa duttilità di Pjanic. Che domenica è stato sballottato “solo” da destra a sinistra, ma che in altre circostanze è stato utilizzato da trequartista. Il resto ormai fa volume: Viviani, che ha 19 anni come Lamela, è tornato a impressionare il campionato Primavera. Simplicio è misteriosamente scomparso dopo un gol con l’Atalanta. Perrotta e Greco si comportano da gregari disciplinati. E Pizarro? Infortunato, chissà quando torna. In panchina, ormai.
Corriere dello Sport – Roberto Maida

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