La Roma è fuori dalla Champions, in questi ottavi disgraziati contro un Porto che si è rivelato non solo più organizzato, e s’era capito all’Olimpico, ma anche più coraggioso ed europeo. Come scrive La Gazzetta dello Sport, i tanti errori e l’atteggiamento rinunciatario, cominciando dalla difesa a tre che è stato il primo messaggio sbagliato, sono stati decisivi. Non è un alibi il rigore mancato su Schick, per quanto esso abbia influito sul risultato. Ancora una volta l’atteggiamento di un’italiana all’estero ha deluso. Si può invero capire la scelta del tecnico la cui panchina dipendeva dalla sfida. C’era anche la preoccupazione per le recenti prestazioni difensive. Però optare per un 3-4-2-1, sistema mai schierato quest’anno, mandando in campo cinque difensori di ruolo, compresi gli esterni Karsdorp e Kolarov, dà forse la carica ai Dragoes e frena i giallorossi psicologicamente. Deludono in tanti, da Zaniolo lontano dal rendimento dell’andata a Pellegrini entrato male per De Rossi. Anche Dzeko non ripete la partita totale dell’andata. Resta il campionato, un posto tra le prime quattro. Ma questa serata non sarà dimenticata presto.