CORRIERE DELLO SPORT (Lorenzo Scalia) – Da ultima scelta a titolare. Dal possibile addio al riscatto definitivo. È la parabola di Daniele Ghilardi, l’uomo in più della difesa della Roma, atteso oggi dalla prova Vergara, il giocatore più in palla del Napoli. Sarà un duello generazionale tra due classe 2003, che potrebbe anche decidere il destino di una partita che sa di spartiacque della stagione. La crescita di Ghilardi è stata esponenziale, tanto da meritarsi il ruolo di vice Hermoso.

Ma l’impatto con l’universo romanista non è stato facile. Gasperini l’ha subito preso di mira per un errore di posizionamento nell’amichevole contro il Neom. Nei primi mesi a Trigoria si sono visti solo errori e poca continuità: nelle prime 18 giornate di campionato, infatti, si contano solo 39 minuti in 4 presenze, tra cui un ingresso shock nella sconfitta contro il Cagliari a dicembre. Messo fuori ruolo, l’ex Verona si è fatto bruciare da Palestra e da li è nato il gol che ha condannato i capitolini in Sardegna. Per chiunque sarebbe stato il colpo di grazia. Non è andata così per Daniele, che tra l’altro poteva finire al Torino durante il calciomercato invernale.

A gennaio, però, complice l’assenza di N’Dicka perché impegnato in Coppa d’Africa e qualche problema fisico di Hermoso, Ghilardi ha trovato sia minutaggio che fiducia. Da 6 gennaio in poi ha disputato tutte e 8 le partite della Roma, di cui 6 da titolare. Tolto il pasticcio contro il Panathinaikos, il centrale ha mostrato di incarnare alla perfezione il difensore che vuole Gasperini: aggressivo in pressing alto, abile negli anticipi, duro ma pulito negli interventi, capace di sganciarsi in avanti per impostare. Così ha anche superato Ziolkowski nelle gerarchie. Lunedì scorso, nella rivincita contro il Cagliari, la sua prova è stata impeccabile. Ora vuole chiudere questa settimana con il botto a Napoli.