CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Nessuna squadra in questa Serie A sa essere camaleontica come la Roma di Gasperini, la big più giovane del torneo che continua a giocare con una maturità disarmante. La comprensione dei vari momenti della partita, abbinata a un assorbimento precoce dei principi di gioco, è una delle chiavi di volta che sta permettendo alla formazione giallorossa di avanzare nella lotta Champions.
Roma e Cagliari, avversarie stasera all’Olimpico, sono rispettivamente la prima e l’ultima squadra in questo campionato per possessi guadagnati nel terzo centrale di campo: 508 i giallorossi, 323 i rossoblù. Tra le due trequarti, dunque in prossimità del cerchio di centrocampo, gli alfieri di Gasp non hanno rivali; lottano e sradicano palloni agli avversari meglio di tutti, con Napoli, Verona, Inter, Atalanta e Juve dietro.
Ma questa Roma è regina anche della pressione offensiva. Solamente Inter e Juve, fin qui, hanno sottratto agli avversari più palloni dentro l’area altrui o in prossimità di essa. Nell’ultimo terzo di campo, Soulé e compagni hanno conquistato 104 palle, in media 4,5 a partita. Significa che – almeno in potenza – possono creare dalle 4 alle 5 occasioni per segnare, magari trovandosi in superiorità numerica proprio a ridosso della porta grazie a un atteggiamento aggressivo e propositivo.
Abbattendo le differenze territoriali e guardando al campo nella sua interezza, la Roma risulta essere inoltre la formazione che nei primi 23 turni di campionato ha recuperato più volte il pallone: è accaduto addirittura 1.141 volte. Il Cagliari, a 944, è ultimo anche in questa graduatoria.
L’undici capitolino è anche il quarto per numero totale di tiri in porta – 112 – ed è terzo per percentuale medio di possesso palla, 58,3%. Tutto questo ben di Dio, spesso, finisce per essere sprecato sotto porta. Le 27 reti realizzate restano il dato più problematico in assoluto e probabilmente motivano la distanza dalla vetta.



