Il Tornatora

Ranieri, orgoglio e un po’ di veleno: “A Roma ho trovato un patrimonio emotivamente abbattuto e gli ho ridato vitalità”

di Redazione

Claudio Ranieri, ex allenatore della Roma, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport a margine dell’evento nel quale ha ricevuto il premio “Piero Santin“. Queste le sue parole:

A Roma si avverte un pizzico di disagio sul futuro: lei che ha conosciuto questo club dall’interno, cosa si sente di dire?
Tutto o molto dipende dallo stadio e dalla possibilità di costruirlo. È logico che si vogliano fare le cose fatte bene e il fair play te lo impone. Dietro stanno lavorando. Ma il pubblico vuole i risultati.

Il suo rapporto con Totti è stato meraviglioso…
Francesco mi è sempre stato vicino ed è lui il simbolo del futuro, se gli lasceranno fare ciò che vuole e quello in cui crede.

Ma incide?
Scegliendo me ha inciso, perché c’era chi avrebbe preferito Paulo Sousa…

Cosa lascia Ranieri?
Io ricordo cosa ho trovato: un patrimonio emotivamente abbattuto. E penso di avergli restituito vitalità. Dai ragazzi ho ricevuto risposte professionali e umane. L’Europa League sembra poco ma non lo è, perché è un obiettivo in più. Magari si riuscisse a vincerla.