Luca Pellegrini: “Mi sento bene, era quello che volevo. La voglia deve esserci se un calciatore ha fame di fare qualcosa di importante” – VIDEO

di Redazione

Luca Pellegrini, difensore della Roma, è stato intervistato da Roma Radio ed ha parlato del ritiro giallorosso. Queste le sue parole:

Come stai? Hai cominciato con la squadra dopo le sofferenze…
Si, sono contento per l’inizio della stagione. Mi sento bene ed era quello che volevo, quindi speriamo di continuare così.

Che sensazioni hai avuto? Hai giocato bene col Latina…
Dopo un anno un po’ così la voglia è la minima cosa, deve esserci se un calciatore ha fame di fare qualcosa di importante. Mi sento bene ma posso ancora crescere molto fisicamente, posso dare di più, siamo all’inizio del ritiro, è il decimo giorno ed è l’inizio. Dobbiamo continuare a spingere.

Nessuna paura al rientro dagli infortuni…
Fosse stata solo una questione psicologica ero in campo il giorno dopo, ma zero paura perché il calcio è anche questo, c’è contatto e contrasto. Se uno ha paura è giustificato, la paura è legittima, ogni cosa avviene al suo tempo.

Ti sei legato a qualcuno durante gli infortuni?
All’inizio, a parte i preparatori Lippie e Norman che mi hanno aiutato, ho legato tanto con Emerson, abbiamo fatto tutta la riabilitazione del crociato e poi con Karsdorp a dicembre. Abbiamo passato le giornate insieme a spronarci a vicenda e si sono creati rapporti, l’infortunio aiuta in queste cose anche se conoscerli meglio in campo sarebbe stato meglio.

Ci sono vicino a te Tonetto e Candela, due terzini storici della Roma…
Li conosco bene. Ho solo da imparare da loro, a inizio carriera sto prendendo qualcosa da tutti e guardo anche i loro video. Essendo due terzini che alla Roma determinate cose da loro c’è solo da imparare.

Quanto conta la famiglia per affermarsi?
Tanto, non gliel’ho mai detto ma con me mio padre non ha mai sbagliato, mi ha sempre detto tutto nel modo giusto, conta tanto sopratutto nei momenti delicati come l’ultimo anno e mezzo. Tocca ringraziare pure papà, non lo volevo dire (ride, ndr).

Gli dirai a Kolarov di prendere qualche turno di riposo?
A lui rubo tutto, è tosto e si vede. Alex per me è un esempio, oltre per il ruolo che ha anche per la persona che è e come affronta le cose. Magari qualche partitella potrà saltarla pure lui no?. Sarà difficile ma sono contento di averlo davanti perché posso soltanto migliorare in maniera esponenziale, prima di tutto come persona. Prima viene l’uomo e poi il giocatore, è importante.

Non tutti si aspettavano la stagione di Kolarov…
Ha dimostrato che è un professionista, l’età per forza di cosa conta ma lui è l’eccezione che conferma la regola. Non c’è bisogno di un’età fisica per giocare bene a calcio.

Ride mai?
Si si, ride.

Hai avuto la percezione che la società crede tanto in te?
Non avessi avuto queste sensazioni non sarei stato qui, è grazie al mister e al direttore che hanno speso parole importanti per me e sono cose che valgono più di una firma sul contratto. La fiducia la senti a pelle, ti danno senso di sicurezza e dicono le cose come stanno. Per me questo va oltre tutto e le firme sui contratti, l’impressione ce l’ho avuta eccome.

È cambiato il mestiere del terzino?
Sono d’accordo sullo studio che dice che sia cambiato il ruolo, da giocare a 4 o a 5 è differente in campo.

Il terzino di Di Francesco ha un ruolo dispendioso?
Corriamo tutti, ve lo posso assicurare, e anche tanto. Tutti i ruoli sono importanti, c’è chi fa più fatica e chi meno ma in base ai ruoli e all’abitudine che hai, il centrale farà più fatica per esempio. Il terzino corre abbastanza e ve lo confermo.

A quale terzino ti ispiri?
Uno che mi è piaciuto e che non mi aspettavo facesse così bene è stato Lucas Hernandez della Francia. Ha Marcelo davanti, non l’ho nominato perché è abitudine dire il suo nome, è normale che prendo tanto da lui e vorrei un giorno arrivare a essere come lui. Hernandez mi ha impressionato perché stato solido in difesa e in spinta. Farlo per 8-9 partite di fila in un Mondiale non è facile.

Il terzino è ormai un ruolo raro?
È diventato un ruolo completo, devi saper far tutto.

Chi ti ha impressionato dei nuovi? Chi è il tuo compagno di giochi?
Lo era fino a ieri Antonucci, eravamo in stanza assieme. I nuovi hanno fatto tutti una buona impressione, con Kluivert ho giocato diverse volte contro il nazionale e lo conosco bene. Mi ha impressionato tanto Coric, non me l’aspettavo. Santon è un giocatore affermato, Pastore anche. Ante è quello che m’ha impressionato più di tutti.

L’obiettivo stagionale di Luca Pellegrini?
Fare il meglio possibile, Kolarov permettendo (ride, ndr).