Lorenzo e Bryan, genio e operaio: la coppia azzurra che piace a Mou

Il Messaggero (G. Lengua) – Lorenzo Pellegrini è rinato. La cura Mourinho lo ha rigenerato trasformando da calciatore spesso indeciso in uomo carismatico e risoluto. Piedi di qualità che hanno regalato alla Roma il gol del vantaggio grazie a punizione battuta con il contagiri rasoterra verso Cristante, che non ha dovuto fare altro che seguire lo schema tagliando il campo e spingendo la palla in rete.

Un gol arrivato grazie alla complicità di due azzurri utilizzati con il contagocce da Roberto Mancini in Nazionale, ma che nel loro club sono inamovibili e rappresentano una garanzia per uno degli allenatori più vincenti al mondo.

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Il capitano e il terzo capitano, due colonne giallorosso cresciute esponenzialmente negli ultimi mesi grazie agli incoraggiamenti di Mou, certo di puntare sin dall’inizio sulle loro qualità. Entrambi venivano da un anno nero: Bryan è stato parte del campionato fuori ruolo perdendo fiducia in sé stesso, Lorenzo ha fatto fatica a trovare un’identità trovandosi capitano senza volerlo. Mourinho ha avuto la forza di legittimarlo: “È il capitano dell’oggi e del domani. Anche quando Dzeko era qui non ho mai voluto decidere chi fosse il capitano“.

Senza troppi giri di parole ha anche messo al procuratore per indurre a fargli rinnovare quanto prima il rinnovo. Accordo che arriverà, magari nelle prossime settimane, e su cui nessuno a Trigoria ha messo in dubbio la fattibilità. 

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