Il Tornatora

Stadio della Roma, respinti tutti gli ordini del giorno nel consiglio straordinario in Campidoglio. La Sindaca Raggi: “Lo Stadio porterà investimenti privati e posti di lavoro” – VIDEO

di Redazione

Pagine Romaniste (D.Moresco) – Presso l’aula Giulio Cesare di Palazzo Senatorio è andato in scena il Consiglio Comunale Straordinario sullo Stadio della Roma. Nella seduta, richiesta direttamente dalla sindaca Raggi al Presidente dell’Assemblea Marcello De Vito, è stato presentato il parere del Politecnico di Torino sulla viabilità dell’area intorno all’impianto che sorgerà a Tor di Valle. Dopo che è stato illustrato lo studio dell’ateneo piemontese è andata in scena una fase di dibattito e le votazioni sugli ordini del giorno presentati, tutti respinti dalla maggioranza targata 5 Stelle. Presenti la Sindaca, che ha preso la parola, e gli assessori Frongia e Montuori.

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Ore 19.35 – Sono stati respinti tutti e 7 gli ordini del giorno presentati dai gruppi di opposizione. Non ci sono altri atti, la seduta è tolta.

Ore 19.30 – Andrea De Priamo presenta il settimo ordine del giorno: “Chiediamo che non si distruggano gli atti del Politecnico e chiediamo di prendere atto che il Politecnico non ha portato nuovi aggiornamenti rispetto alle problematiche, anzi. L’Assemblea deve prendere atto che non ha espresso alcun parere favorevole, ma disegnato un’utopia. Non si può ignorare, bisogna prenderne atto“. Odg respinto con i seguenti voti: 6 favorevoli, 21 contrari, 0 astenuti.

Ore 19.27 – Il rappresentante del PD Pelonzi presenta il quinto e il sesto ordine del giorno: “Le persone coinvolte da rinvii a giudizio o avvisi di garanzia devono essere rimosse, soprattutto se gli incarichi sono ancora in corso. Mi riferisco a Giampaoletti e Lanzalone. Non riguarda il tema delle inchieste, si tratta di prudenza sia dell’amministrazione che delle persone stesse. Auspico che l’aula possa essere d’accordo“. Entrambi respinti con questi risultati: 9 favorevoli, 19 contrari, 0 astenuti; 4 favorevoli, 19 contrari, 1 astenuto.

Ore 19.25 – Svetlana Celli espone il quarto ordine del giorno: “Noi consiglieri rappresentiamo i cittadini romani. Ognuno rappresenta le esigenze e le problematiche delle città. La competenza della commissione controllo e garanzia è di monitorare le necessità richieste dai consiglieri e della città. C’è un atto grave rispetto al ruolo del direttore generale, ovvero limitare che un direttore vada nella commissione trasparenza per spiegare gli atti inerenti al Politecnico di Torino. Chiediamo un ordine del giorno che prevede una censura del direttore generale“. 9 favorevoli, 18 contrari, 0 astenuti, questo l’esito della votazione.

Ore 19.18 – Il terzo ordine del giorno è a firma Pelonzi: “Chiedo di inserire le opere pubbliche, non la cubatura privata, che erano presenti nel progetto precedente e che sono state tolte“. Odg bocciato con 5 favorevoli, 20 contrari, 0 astenuti.

Ore 19.12 – Il secondo ordine del giorno viene presentato da Fassina: “Il senso dell’Ordine del Giorno deriva dalle mancate risposte della Sindaca e dei colleghi di maggioranza. Ho sentito affermazioni contraddittorie: in quel quadrante c’è già un eccesso di spazi per uso commerciale, se dimezzi le torri stai comunque mettendo sul mercato un’ulteriore offerta in un area che è già in eccesso di offerta. Queste opere dove e quando vengono approvate? Con quali risorse? In quali tempi vengono realizzate? Propongo di sospendere, non di bocciare, è un piano B: volete andare avanti? Risolvete prima la questione del trasporto. Vorrei sapere quanto costano queste opere alla collettività“. Respinto con 5 favorevoli, 20 contrari, 0 astenuti.

Ore 19.07 – Il primo ordine del giorno è quello presentato dalla coppia GrancioFassina. Questo il discorso della Grancio: “La Sindaca ha detto che non si poteva andare indietro, ma non è così. Sappiamo benissimo che Pallotta non ha comprato i terreni perché i diritti su questi ancora lì deve maturare. La Sindaca non ha risposto alla questione societaria, perché si concede il tutto ad una società senza titolo sportivo. Eurnova non fa l’accordo con una società sportiva. La società di Pallotta con sede nel Delaware fa un accordo con la Roma, che controlla, ed addirittura si cambiano le parti contrattuali. Noi chiediamo di valutare ogni iniziativa per ritirarsi secondo l’auto tutela e, siccome nessuno è contrario allo stadio della Roma, di dare mandato per valutare una diversa collocazione dello stadio“. L’odg viene respinto: 2 favorevoli, 20 contrari, 3 astenuti.

Ore 18.50 – Ricomincia la seduta. Si prosegue con la trattazione degli ordini del giorno.

Ore 18.28 – Dopo il discorso della Sindaca Virginia Raggi la seduta sospesa per verificare le modalità e votazione degli ordini del giorno. Queste un estratto delle parole della prima cittadina (leggi l’integrale): “Lo studio di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento salvo quelli strettamente funzionali al raggiungimento del complessivo economico-finanziario dell’iniziativa. Per noi il progetto della giunta Marino era una speculazione edilizia. L’abbiamo sempre detto e non abbiamo alcun timore a ribadirlo Siamo rimasti molto coerenti, avevamo delle perplessità, queste perplessità all’esito di un’analisi costi benefici si sono tradotte in un’azione volta a migliorare il progetto e quel progetto è migliorato. Oggi rimangono lo stadio, il business park, tutti gli interventi sul parco che prima non c’erano. Abbiamo migliorato l’attività progettuale. Il Business Park sarà fatto rispettando i migliori standard energetici esistenti. Allo stadio ci si va al 50% in auto e al 50% con la struttura su ferro. Premesso che il dipartimento aveva già detto che l’avvicinamento con la metro B non poteva essere fatto, miglioreremo, pertanto, la ferrovia Roma-Lido e la linea FM1 per cui nel 2016 la Regione Lazio ha ottenuto 580 milioni che stiamo iniziando a impegnare. Il Politecnico dice che per rispettare le due quote del 50% il Ponte di Traiano non è necessario, perché non fa altro che aumentare la quota delle auto. Lo studio del Politecnico ha confermato il nostro impianto, oggi ci dice che per la costruzione dello Stadio della Roma il miglioramento dei collegamenti su ferro è indispensabile. Gli interventi che andremo ad affrontare sul quel quadrante della città incideranno, si, sul benessere dello Stadio ma in primis su quello dei cittadini. La visione di insieme della città ci dice che gli interventi su quel quadrante andranno anche a beneficio dello stadio, ma devono essere fatti a prescindere per la città. L’EUR è pieno di palazzoni vuoti, che ci facciamo con tre torri? Io credo che Roma Capitale abbia bisogno di grandi opere se sono utili per la città e quella dello Stadio, se ben effettuata, andrà a migliorare significativamente un’area priva di infrastrutture, un’area sostanzialmente abbandonata della città. Il progetto porterà 800 milioni di investimenti privati e molti posti di lavoro. Credo che questo sia un buon progetto se fatto così. I proponenti su questo ci hanno seguito e forse prima si erano allargati un po’ troppo. Spero vivamente che nelle fasi successive si possa portare avanti questo progetto. Continuiamo fermamente a volerlo solo ed esclusivamente per i cittadini“.

Ore 17.33 – Parla il consigliere Figliomeni“Siamo un favore di far gioire i tifosi della Roma in sicurezza. I tifosi devono avere questa possibilità, il calcio riguarda la gran parte della popolazione. Ieri sera abbiamo visto un Wanda Metropolitano, oltre al Wanda Nara, ieri sera c’è stato il Wanda Amara per la Juventus. Il progetto attuale è peggiore dal punto di vista della mobilità e delle opere pubbliche. È un regalo ai privati. La realizzazione in quel territorio non è idonea. I rischi idrogeologici sono di livello 4. Il vincolo che c’è sulle tribune, la mobilità prima dell’inizio della gara, ma immaginate il post gara. Impossibile pensare che le persone vadano in bici. Il Ponte di Traiano serviva. Quando si fanno le opere pubbliche rispetto a quelle private? Vi dovreste porre questa domanda.

Ore 17.21 – Queste le parole della consigliera Celli:“Ci saremmo aspettati, prima della sua conferenza stampa, che lei venisse a parlare con i capigruppo, che potessero ascoltare le sue parole. Spero che sia un segnale di inizio per poter dialogare. Io non ho mai avuto la possibilità di incontrarla in questi anni. Ci troviamo a parlare del famoso stadio della Roma. Dico che il mio sì era basato sulla legge 147 del 2013, che prevedeva la possibilità che un privato potesse intervenire per creare un plusvalore, un arricchimento e che migliorasse la mobilità, non aggravasse. Il ponte di Traiano avrebbe comunque migliorato il quadrante totalmente interessato, il secondo interesse era legato all’impegno che la Roma aveva preso di realizzare impianti sportivi nelle periferie della nostra città per 10 milioni di euro. I due capisaldi sono caduti. La relazione del Politecnico non ha fatto altro che darvi la zappa sui piedi: ha sollevato i dubbi che avevo già. Secondo Montuori il Ponte di Traiano non serviva, ma si prevedono 60 mila presenze durante le partite. Come mai proprio con il Politecnico di Torino? Non vi fidavate dei nostri tecnici? Qual è il criterio della scelta? Si parla di soldi spesi dai romani”.

Ore 16.30 – È il momento del consigliere del Pd Pelonzi: “Ci saremmo aspettati un intervento della Sindaca, ma l’importante è che c’è. Questa amministrazione ha stravolto il progetto precedente. Lo ha fatto per programmi elettorali, per la cittadinanza, ci sono tanti motivi. Quella decisione ha rallentato i tempi per lo stadio, ma con la nuova delibera che avete votato avete messo una pietra tombale sulla realizzazione. Si può discutere se l’iniziale scelta delle aree fosse la più idonea o meno. Voglio dire ai tifosi, purtroppo, l’iter si bloccherà a causa delle scelte di questa giunta. Quando noi diciamo ‘no’ oggi, come abbiamo detto più volte, non lo facciamo in riferimento al fatto che Roma possa essere dotata di un impianto, ma lo diciamo ad un progetto che non ha più interesse pubblico“.

Ore 16.10 – Ora la parola sta alla consigliera Grancio: “Il Sindaco ha la responsabilità dell’incolumità pubblica e della salute pubblica. Lo Stadio è e resta una catastrofe. La mobilità non è risolta, soprattutto quella su gomma, entrerà in blocco totale, il che significherà danni per la salute, perché il traffico produce polveri sottili, aumentando quindi gli infarti delle persone che già sono a rischio. Lo Stadio non è uno stadio di proprietà, già di per sé è intesa male la legge, lo stadio dovrebbe essere di proprietà dell’AS Roma, ma è di una holding di James Pallotta, che controlla la Roma, e non viceversa. E’ un pericolo per il quartiere limitrofo. E’ una catastrofe dal punto di vista della legalità. E’ un danno catastrofico per le opere pubbliche, c’è ancora in sospeso la questione dei terreni, è aperta un’indagine perché Parnasi non ha ancora pagato, probabilmente, i 21 milioni a Papalia. Se si va a leggere con minuzia e si studia, invito tutti dentro questo consiglio di andarselo a studiare, c’è chi ha delle capacità di poter affrontare questa cosa. Quella che è stata la conferenza stampa è solamente propaganda: chi adesso ha ricevuto la chiusura delle indagini non ha fatto altro che, nei dati da inserire, situazioni ottimistiche. Perché? Si voleva coprire che la parte su gomma era una catastrofe? Nella sostanza, se si vanno a leggere le simulazione, si capisce che il Business Park non viene preso in considerazione. La parte legata alla viabilità su ferro porta solamente le persone allo stadio, come se la città si dovesse congelare prima e dopo la partita. Veniamo alla società che sarà proprietaria dello Stadio. Chi utilizza la procedura semplificata non è una società di calcio, ma una che ha sede nel Delaware .

Ore 15.56 – Parla il consigliere Fassina:”Abbiamo lasciato che fosse modificato per scelta unilaterale l’ordine previsto per questo consiglio comunale. Sul piano istituzionale è assolutamente scorretto che su un tema così importante lei abbia delegato alla sua giunta. Questo non aiuta a rendere la discussione più utile, dovrebbe lei in prima persona avere più rispetto per questa assemblea, che non è un soprammobile. Veniamo a lei, Montuori, e lo dico per la stima che ho per lei: oggi non serviva una pagella tra le due delibere. I cittadini romani hanno espresso il loro giudizio sull’Amministrazione Marino, che lei dedica il 95% del suo intervento per spiegare i vostri miglioramenti, non sposta alcunché. E’ impropria la costruzione proprio a Tor di Valle e nonostante tutti i miglioramenti la localizzazione è inadeguata per l’assetto idrogeologico, per l’assetto ambientale, è l’ultimo spazio per un parco fluviale in questa cittàMi sarei aspettato un Consiglio Comunale dedicato al Politecnico di Torino. Avete fatto un uso propagandistico dello studio del Politecnico. Il progetto può partire con un piano che preveda le condizioni del Politecnico? Senza aver individuato le fonti delle risorse per finanziare quelle infrastrutture? Sono centinaia di milioni a carico dei cittadini di Roma. Vi assumete la responsabilità politica e morale per un interesse che definite pubblico, ma che rimane privato, quando ci sono condizioni sociali drammatiche in questa città. Strumentalizzate la passione dei tifosi della Roma, che io invece rispetto tantissimo”.

Ore 15.50 – Parla ora l’assessora Meleo: “Il Politecnico ha acquisito tutti i dati del lavoro che stiamo facendo sul piano, indicandoli come molto positivi in relazione al tema stadio ma anche rispetto all’utilità per la città. Ricordiamoci che l’utilità dello stadio deve essere a 360 gradi sulla città, sulla comunità e sulle politiche che si stanno facendo sul territorio. Il nostro obiettivo è quello di una struttura che non attiri nuova domanda di mobilità privata. Ci interessa che vengano spostati i soggetti che si muovono con il mezzo privato sulla mobilità pubblica. È evidente che l’attenzione dello studio sicuramente è stata posta sulla Roma Lido. Ci sono 180 milioni utili a potenziare l’intera tratta e non solo la parte vicina allo stadio. Questi sono temi su cui ragionare in ottica spostamento. Sappiamo che c’è in corso un accordo tra il Ministero dei Trasporti e la Regione Lazio che darà modo di sfruttare queste risorse per l’ammodernamento della Roma Lido, per garantire spostamenti sicuri ed efficaci nel corso della giornata. D’altro canto ci stiamo muovendo con Atac per migliorare in brevissimo tempo quanto più possibile il servizio. Questi interventi servono a prescindere alla città, che lo stadio ci sia o meno. Tutta questa attività Roma Capitale la sta gestendo e la sta favorendo. Lo studio del politecnico di Torino è stato un elemento in più che ci ha consentito di ribadire la verità di deteriminati atti. Il Politecnico stesso dice che tutti gli studi effettuati fino a questo momento sono stati caratterizzati da un’accortezza sotto il profilo tecnico più che soddisfacente. Credo ci siano tutti i presupposti per intraprendere questo percorso, che in realtà è già iniziato e che porterà alla città un’occasione per generare delle attività, che porteranno vantaggi non solo al quadrante ma all’intera città“.

Ore 15.44 – Arrivata in aula anche la Sindaca Virginia Raggi.

Ore 15.41 – Interviene l’assessore Montuori: “Siamo qui anche per ragioni che ci hanno portato a rivedere un progetto che era stato già approvato durante l’assemblea comunale 2014. La chiave è vedere la situazione pubblica e fissare gli obiettivi con una funzione di interesse pubblico. In questo caso non è stato assolutamente ridotto, come molti hanno sostenuto in questi giorni, ma è stato ampliato, perché viene ampliato il quadro di riferimento. Il discorso non è riferito solamente alle area circostanti lo stadio, ma è esteso a tutti i cittadini che percorrono un tratto urbano tra Tor di Valle e Ostia e a tutti coloro che fanno il loro ingresso nell’area. Tra le esigenze emerse è stata prioritaria la necessità di gridare l’impatto dell’intervento sulla zona e di rivedere la quantità delle superfici edificabili, con aree destinate alle attività sportive e aree destinate alle attività direzionali e commerciali. In questo modo è stato possibile riequilibrare la situazione rigaurdante la costruzione delle opere, più che triplicate rispetto al piano regolatore. A questo proposito, citando la legge sugli stadi, aggiungo che la valutazione di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento salvo che strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto. Queste opere sono concorrenti a favorire l’autorizzazione nell’ambito territoriale, avendo fini in termini sociali, occupazionali ed economici. Le scelte richiamano richiamano lo statuto dello Stato, che prevede di unificare il concetto di opera pubblica e di servizio pubblico. Un bene pubblico deve avere la prevalente finalità di offrire servizi collettivi, indipendentemente dalla natura del soggetto proprietario. Attenendoci a questi principi della legge e della Costituzione abbiamo voluto far sì che le opere che servivano allo stadio diventassero funzionali alla società. Di conseguenza si doveva definire un diverso quadro di esigenze. Ci sono stati cinque principi alla base del rinnovamento del progetto: amministrazione sostanziale da destinazione privata a destinazione personale e commerciale. e questo principio era già stato sottolineato prima della conferenza dei servizi decisoria avviata nel 2016; la massima incisività dell’area, con miglioramenti ad esempio della Roma Lido e vorrei ricordare che la delibera aveva presentato delle criticità proprio sulle scelte trasportistiche effettuate; il miglioramento dal punto di vista dell’accessibilità carrabile dell’Ostiense e della Via del Mare, non soltanto nel tratto di fronte allo stadio, perché la struttura non deve essere funzionale solo a quell’area ma a tutta la città; il miglioramento delle condizioni del paesaggio e dell’ambiente, con un intervento esteso lungo il fosso, mentre precedentemente si prevedeva un intervento solamente sulla parte terminale del fosso e c’è quindi un ampliamento dell’interesse pubblico; il basso impatto ambientale, attraverso l’attenzione ai materiali, tecnologici e all’avanguardia. Ciascun punto prevede l’ampliamento dell’interesse pubblico. Dalle caratteristiche ambientali per le quali prima si prevedeva solo la progettazione di un parco intorno a tutta l’area dello stadio e oggi c’è la realizzazione di partnership per i cittadini. Così come ci si è spesi per la Via Ostiense e la Via del Mare, mentre prima ci si limitava all’area dello stadio. Come per le stazioni della metropolitana, destinate ad accogliere cinquemila persone tutte insieme sulle banchine e per le quali erano previsiti cinque milioni di euro nel primo progetto. Mi preme però soffermarmi su quello che è stato uno dei nodi degli ultimi giorni, quello del trasporto pubblico. Il vecchio progetto prevedeva il prolungamento della Linea B della metropolitana fino a Tor di Valle per un costo di circa 50 milioni di euro. Sono state però messe in evidenza delle problematiche alla diramazione della Linea B, anche in relazione alla Roma Lido in corso di ampliamento. Ci è stata offerta l’opportunità di metter a confronto l’ipotesi dell’ampliamento della Linea B con l’ipotesi di potenziamento della Roma Lido. La delibera precedente destinava dei soldi a un progetto che non si poteva fare. Quindi la scelta di destinare 45 milioni prioritariamente al miglioramento del trasporto sulla Roma Lido non fa che reiterare i pareri già espressi dalla Regione, dal Dipartimento mobilità e da tutti quelli che avevano preso parte alle Conferenze dei Servizi fino a quel momento e metterle sul campo. Se un progetto non si può fare è inutile metterlo in campo, è meglio prendere un progetto che si può fare. Il nostro progetto recepisce dunque le indicazioni di diverse relazioni e comprende tecnici responsabili del servizio mobilità. È stato evidenziato come l’ampliamento della Metro B fino a Tor di Valle avrebbe messo in crisi l’intero sistema della linea e ci sarebbe un costo ulteriore per l’amministrazione di circa 200 milioni di euro. L’amministrazione ha preso il progetto e lo ha reso realizzabile, vero. La scelta di utilizzare la Roma Lido potenziata migliora la situazione anche per il 195 mila residenti nel X municipio, aumentando la pubblica utilità dell’opera. È un’opinione che ci siamo fatti guardando le carte, studiando i progetti reali. Questo è un punto centrale per un’opera che sia di interesse pubblico, perché deve andare a portare le persone allo stadio con i mezzi pubblici.”

Ore 15.26 – La Sindaca Virginia Raggi è in arrivo.

Ore 15.10 – Polemiche per assenza della Sindaca (con cori “Sindaca, sindaca”) e per le modalità e durata della discussione.Le polemiche sono per la durata e le modalità della seduta: 40 minuti sono dedicati agli interventi dei consiglieri. 2 ore per l’opposizione e 1 ora per le risposte della maggioranza

Ore 15.05 – Presenti Frongia e Montuori. I capigruppo vengono chiamati dalla presidenza per una riunione.

Ore 14.55 – Con il terzo appello viene raggiunto il numero legale. 24 presenti, 24 assenti più la sindaca. Assenti giustificati Guadagno e Marchini. Aperta la seduta.

Ore 14.35 – Via al secondo appello: 23 presenti, assenti 25 consiglieri e la sindaca. Manca ancora il numero legale.

Ore 14.05 – Inizia il primo appello in Aula Giulio Cesare. Presenti 21 consiglieri, 28 assenti, compresa la sindaca. Numero non sufficiente, l’appello sarà ripetuto tra 20 minuti.