Il Tornatora

Liti, sgarbi e divergenze: un amore lungo 30 anni logorato negli ultimi tre

di Redazione

A rileggere le parole di Totti a De Rossi di un mese fa, suonano come un prematuro addio alla Roma: “Torneremo grandi insieme“. Forse in quel momento ha davvero maturato la volontà di lasciare dopo 30 anni Trigoria. Gli ultimi tre anni e mezzo per lui non sono stati dei più semplici costretto ad avvicinarsi prima all’addio al calcio, e poi alla società, in mezzo a troppe incomprensioni. Si parte dall’arrivo di Spalletti, scelto da Baldini, proprio per spingerlo ad attaccare gli scarpini al chiodo. Il feeling non decolla fino ad arrivare all’intervista al TG1 in cui parla di un rapporto freddo con l’allenatore, chiedendo più rispetto e correttezza: Totti non verrà convocato per la partita contro il Palermo. Seguono mesi difficili, poi arriva l’intervista alla Gazzetta di Ilary che smuove di nuovo le acque semi-calme definendo SpallettiPiccolo Uomo“. L’ultima stagione da giocatore è complicata e dopo qualche settimana quel Roma-Genoa Totti accetta di restare in società senza un ruolo definito. Esce la sua biografia con la parte dedicata a BaldiniMi ha detto a Londra che voleva vendermi da anni, ma tutti gli allenatori gli chiedevano di tenermi. Fino a Spalletti” e la richiesta di diventare vice-presidente. Si arriva agli ultimi mesi dopo aver scelto Ranieri per sostituire Di Francesco. La decisione di non lasciar fare un altro anno da calciatore a De Rossi, per cui Totti era contrario dicendo “Deve decidere Daniele“. Lo scrive La Repubblica.