Il Tornatora

L’avversario. Marchisio, il talismano travestito da Pirlo

di Redazione

marchisio

Il Messaggero (L.Pasquaretta) – Lo chiamano il principino. Per i suoi modi. Per il suo stile. Dentro e fuori dal campo. Leader silenzioso, discreto, ma carismatico. Nello spogliatoio si è guadagnato i galloni da senatore. Martedì scorso ha festeggiato i suoi 30 anni. Battere la Roma sarebbe la ciliegina sulla torta di una settimana indimenticabile per Claudio Marchisio, il normalizzatore, il metronomo della Juve 2.0 di Allegri. Magari segnando un gol. Cosa che in questa stagione non gli è ancora riuscita da quando ha fatto qualche passo indietro e si è messo a fare “il Pirlo“, indossando i panni del regista, un vestito che “porta” con disinvoltura e naturalezza. E’ a secco il numero 8 bianconero, ma con lui in campo dall’inizio in campionato (12 presenze) la Juve non ha mai perso (10 vittorie e 2 pareggi), è tornata a far paura, in corsa su tutti i fronti: campionato, Champions e Coppa Italia.

IL DUELLO – Numeri, indizi che costituiscono prove inequivocabili del fatto che Marchisio sia diventato a tutti gli effetti uno degli insostituibili nello scacchiere di Allegri, che già nella scorsa stagione aveva intuito che il principino potesse raccogliere la pesante eredità di Pirlo. A modo suo, giocando semplice, ad uno/ due tocchi, ma in velocità, tagliando e cucendo, pressando, coprendo gli spazi con quella razionalità olimpica che solo i campioni possiedono. Dettagli che hanno conquistato pure Conte, che gli ha affidato la chiave della nazionale. Domani sera incrocerà i guantoni con Nainggolan. Sarà una sfida nella sfida, sicuramente una delle chiavi tattiche della partita, un duello senza esclusioni di colpi, che potrebbe far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra.

DUBBI – In casa bianconera non intendono lasciare nulla al caso. Video e schemi. Tecnico, tattici e preparatori lavorano sodo per limare i particolari. Ieri seduta intensa a Vinovo, dove sono stati provati e riprovati i movimenti da replicare in campo. Sarà 3-5-2, a prescindere da come si presenterà allo Stadium la Roma. Un paio di dubbi ancora da sciogliere per Allegri. Uno riguarda Barzagli. Il difensore è rientrato in gruppo, ha recuperato dal problema al polpaccio. Rischiarlo oppure puntare su Caceres o Rugani? Poi c’è il nodo esterno sinistro. Evra, che non ha partecipato alla trasferta di Coppa Italia, oppure Alex Sandro? Sarà decisivo l’allenamento di oggi. Le altre maglie sono state tutte assegnate. Toccherà ai titolarissimi, a chi ha giocato di più. Allegri vuole andare sul sicuro perché vincere significherebbe eliminare la Roma dalla corsa scudetto.