Il Tornatora

La scelta di Lorenzo: Roma vuol dire casa

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – La clausola è un’incognita che lascia aperta ogni possibilità. Ma la Roma non vuole perdere Lorenzo Pellegrini. E Pellegrini non vuole lasciare la Roma. Questo è lo stato delle cose. Almeno per la prossima estate non dovrebbero esserci sorprese, nonostante i robusti tentacoli della Juventus che hanno già testato la disponibilità dei procuratori.

LA SCELTA – Pellegrini è romano, romanista e alla fine del campionato sposerà in una bellissima chiesa della capitale la fidanzata di sempre, Veronica. I due hanno voluto a tutti i costi tornare a casa dopo il biennio di Sassuolo. Per giocare nella Roma, rientrando a Trigoria dalla porta principale, Pellegrini ha rinunciato a una proposta molto importante del Milan: avrebbe potuto guadagnare circa un terzo in più, tre milioni netti a stagione invece di due, ma il suo obiettivo era la Roma e nessuno avrebbe potuto fargli cambiare idea. Della decisione dell’estate scorsa, alla quale ha contribuito un pressing costante di Monchi che gli telefonava quasi ogni giorno per rassicurarlo, Pellegrini non si è mai pentito, come si evince anche dalle parole pronunciate nel ritiro della Nazionale.

IL NODO – Perché allora è stata inserita la clausola rescissoria nel contratto firmato fino al 2022? Perché Pellegrini voleva mantenere un’exit strategy da utilizzare in due casi: 1) un ruolo troppo marginale nella squadra; 2) un progetto di ridimensionamento eccessivo da parte della società. In questo momento, nessuna delle due condizioni negative si è verificata e così, a prescindere dalla clausola, nel breve termine non dovrebbero esserci rischi per la Roma. Che infatti per il momento non ritiene necessario ridiscutere il contratto.

MECCANISMO – La clausola peraltro ha un valore variabile, che dipende dal numero di presenze: la base è tarata su 25 partite stagionali da almeno 45 minuti, che corrispondono a 25 milioni. Allo scoccare della presenza numero 26, la clausola sale a 30 milioni. Successivamente si sale di circa 500.000 euro a partita. Ma difficilmente si arriverà a tanto perché Pellegrini finora ha giocato “solo” 20 partite da almeno 45 minuti (e alla Roma, salvo miracoli con il Barcellona, ne restano da giocare 11 in tutto). Ultima cosa, non per importanza: la clausola cessa di avere valore dopo il 15 luglio di ogni estate. Ma per quest’anno forse non servirà neppure parlarne.