La Roma e l’offerta dal Kuwait: “Dietro di noi non c’è il fondo sovrano”

Intanto Al-Baker: "Siamo concentrati per chiudere l'affare entro i prossimi dieci giorni"

di Redazione

Iltempo.it (F.Biafora) – Alharith Alateeqi e Fahad Al-Baker i nomi degli imprenditori del Kuwait che sono sulla bocca di mezza Roma da ieri pomeriggio quando lo stesso Al-Baker ha twittato: “Ora posso confermare che abbiamo presentato un’offerta a James Pallotta per l’acquisizione dell’AS Roma, attraverso il mio intermediario Alharit Alateeqi. Stiamo aspettando la risposta di Pallotta”. Alateeqi, che vive nella Capitale dal 2019 dove lavora per la Kuwait Petroleum International, che in Italia opera con il marchio Q8, rivela: “Io sono soltanto il mediatore per Al-Baker. E’ una mia iniziativa privata da mediatore, ho una compagnia in Kuwait, non c’è alcun legame tra questo investimento e la Kuwait Petroleum International e non c’entra niente il fondo sovrano del Kuwati con questa operazione. Quello di Al-Baker è un investimento di privati“. Da segnalare anche una lunga intervista di Al-Baker che ha detto a atvKuwait: “Nell’intervista di qualche settimana fa avevo dichiarato che stavamo presentando un’offerta per un club italiano, ma come sapete questi temi non possono essere divulgati ai media fino alla fine della valutazione. Finalmente due giorni fa abbiamo presentato un’offerta ufficiale all’AS Roma e speriamo che venga accettata. Prima di parlare di cifre vorremmo concludere l’affare, poi tutto verrà svelato, visto che la Roma è una società quotata in borsa. Ci sono delle regole sui mercati in Italia. La Serie A è un grande campionato e negli ultimi anni c’è stata una crescita del movimento. Negli anni a venire ci sarà un futuro ancora più luminoso, ci sarà grande competizione tra i club e ci sarà incertezza su chi vincerà il titolo. Ora stanno arrivando nuovi investitori in Italia, si costruiranno nuovi stadi, gli introiti televisivi stanno crescendo, quindi finanziariamente il mercato del calcio italiano è molto promettente. Siamo concentrati per chiudere l’affare entro i prossimi dieci giorni, se vinceremo la sfida per l’acquisto festeggeremo, se non ce la faremo ci congratuleremo con il nostro concorrente. C’è un altro soggetto interessato che ha iniziato a negoziare prima di noi e questo è ciò che sta creando tutti questi conflitti mediatici”.