I tamponi non convincono. La Asl ferma Immobile

La Gazzetta dello Sport (E.Esposito) – Ciro Immobile è stanco. Un primo molecolare sostenuto privatamente aveva dato esito negativo, accendendo la speranza. Quindi ne ha effettuato un secondo in una struttura accreditata dalla Regione e con i risultati è arrivata un’altra doccia fredda: per la Asl deve restare in isolamento. Niente Italia, dunque. La positività a riscontri alterni di Immobile è dunque sempre più un caso, che rivela l’urgenza di un laboratorio unico, ma che – in particolare in questi ultimi giorni – evidenzia anche il ruolo determinante della Asl in tutto ciò che ha a che fare con il Covid. Un punto quest’ultimo su cui si è soffermata a lungo anche la Procura federale nella sua inchiesta sulle possibili violazioni del protocollo della Lazio. La situazione di Immobile è quella che più di ogni altra ha messo in luce le troppe anomalie nella società: dal 26 ottobre a oggi (quindi negli ultimi venti giorni) l’attaccante ha effettuato almeno undici tamponi, con risultati apparentemente spartiti in modo equo tra positività e negatività, al netto di quello effettuato ieri. Un’alternanza che, senza il corretto coinvolgimento della Asl, avrebbe determinato diverse violazioni, a partire dall’l’isolamento interrotto da Immobile.

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