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Fonseca, prove di separazione ma bisogna aspettare lo United

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Fonseca, prove di separazione ma bisogna aspettare lo United
Paulo Fonseca coach of AS Roma during the Europa League quarter finals 2nd leg football match between AS Roma and Ajax at stadio Olimpico in Rome Italy, April, 14th, 2021. Photo Andrea Staccioli / Insidefoto andreaxstaccioli

La Repubblica (F. Ferrazza) – I Friedkin non hanno esonerato Fonseca e il tecnico non ha intenzione di lasciare la panchina della Roma prima del termine della stagione. Che vuol dire il ritorno della semifinale d’Europa League, contro lo United (giovedì sera) e altre quattro gare di campionato (la penultima contro la Lazio).

Nessun segnale da leggere quindi nel giorno di riposo a sorpresa concesso alla squadra dal portoghese dopo la sconfitta con la Sampdoria, se non un’ulteriore resa di fatto di fronte a una situazione diventata calcisticamente drammatica. I fatti sono noti: ieri Fonseca è stato convocato dalla proprietà, presente anche Tiago Pinto, a Trigoria, per un confronto di un’oretta, all’interno del quale il presidente Dan si è confrontato a viso aperto con il mister, arrabbiato per il rendimento disastroso delle ultime settimane della squadra, e non d’accordo con la valutazione da settimo posto fatta dall’allenatore in diretta su Sky dopo la sconfitta di Genova.

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Friedkin ha chiesto a Fonseca se se la sentisse di andare avanti e il tecnico non ha fatto mezzo passo indietro, intenzionato ad andare a fondo, se necessario, con i giocatori. Anche perché la gara di ritorno con lo United va ancora giocata e seppure resta ai limiti dell’impossibile recuperare il 6-2 dell’andata, formalmente va atteso quell’impegno.

Quello che è meno noto, però, è che la Roma non ha alcuna certezza che sarà Sarri a sedere sulla panchina giallorossa la prossima stagione, per una trattativa stoppata subito dopo i quarti di finale di coppa, con l’ultimo incontro fisico tra i vertici giallorossi e l’ex Juve che risalirebbe addirittura a gennaio.

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Le parti non stanno affatto in uno stadio avanzato della trattativa, quindi, anche se Sarri — che avrebbe avanzato delle richieste economiche e organizzative impegnative per i giallorossi — resta il primo nome sull’agenda di Tiago Pinto, su cui, in seconda battuta, compaiono anche Juric e De Zerbi.

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Tra l’altro Sarri, ancora sotto contratto con la Juve, ha una clausola per il rinnovo automatico con i bianconeri che scade a fine mese, della quale a Torino possono liberarsi pagando al tecnico 2,5 milioni di euro. Insomma, non si naviga a vista, ma i tempi per la costruzione della Roma del futuro rischiano di rallentare.