(gazzetta.it) – Che Alessandro Florenzi fosse uno duttile si era capito, ma fino a questo punto no. L’esterno della Roma è protagonista sul canale youtube di Playstation di una serie di corti/spot, roba che non sfigurerebbe in una puntata di Boris: pause giuste, legnosità zero, parlata romana marcata ma non sguaiata, integrazione perfetta con The Pills, il collettivo di comici capitolini specialisti in web fiction del genere. E l’impressione di uno che si diverte un mondo, anche perché Florenzi nel mondo dei videogames ci sguazza. Accanito giocatore di Fifa, prende Roma o Barcellona, a ottobre del 2012 era con l’Under 21 a Kalmar in Svezia (spareggio per l’Europeo), si accorse che non riusciva a collegare la sua console con la tv dell’hotel e così uscì a comprarsene una apposta per giocarci. Portò bene perché segnò sul campo vero, meno semplice fu portarsi dietro il televisore. Sulla sua pagina Twitter ci sono foto in cui sono impegnati col pad la sua fidanzata e addirittura il cane. Mania? Macché. Normalità, sono più di 10 anni che calcio vero e virtuale vanno a braccetto, tra mille aneddoti al limite dell’incredibile.
RABBIA — Famosa, ad esempio, quella notte d’estate del 2002 a Chatillon, quando un botto fragoroso alle 4 di notte sveglia tutta la Juve in ritiro, Lippi compreso. La mattina dopo l’hotel presenta alla squadra il conto per una tv spaccata, ed ecco svelato l’arcano: un nazionale italiano di cui non si è mai saputa l’identità vinceva 1-0 all’89’, beccò due gol nel recupero, andò in contropiede col suo alter ego virtuale e sparò il pallone del 2-2 in curva. Basta e avanza per il gesto di stizza, anche se di solito succede con il controller. Chi non ne ha mai spaccato uno? Di recente è capitano a Lukaku, che le ha prese dal compagno (all’Everton e in nazionale belga) Mirallas e ha instagrammato la foto del pad ridotto a un rottame. All’epoca non scherzavano nemmeno a Milanello dove le sfide tra Nesta e Pirlo sono ancora leggenda, e quando il difensore si ruppe i tendini della mano si disse (voce poi smentita) che fosse dovuto ad abuso di Playstation. L’Italia del Trap, invece, prima di un’amichevole riuscì a scoutizzare un convocato altrui di cui nessuno sapeva niente usando Football Manager, di cui un paio di azzurri professavano il culto.
