Il Tornatora

Eusebio e Vincenzo, l’amicizia è nata 30 anni fa

di Redazione

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Una volta erano solo Eusebio e Vincenzo. Arrivarono a Empoli con la corriera, erano ancora minorenni, dormivano in casa di signore che mettevano a disposizione camere per i giovani calciatori. Una sorta di pensionato rurale e diffuso, era uno dei segreti dell’Empoli low cost. Lì coltivavano i loro sogni. Eusebio veniva da Sambuceto e alloggiava in una camera con Nicola Caccia (attuale collaboratore di Montella al Siviglia), Vincenzo era più piccolo e dopo aver salutato la famiglia a Castelcisterna aveva trovato una sistemazione dalla signora Ernestina, camere spartane, materassi di lana, un piatto di pasta la sera e a letto presto. Da Empoli ne hanno fatta di strada, oggi sono saliti sul tetto d’Europa, rischiano di affrontarsi nei quarti di finale di Champions alla guida di Roma e Siviglia. Due destini che si incrociano, quell’amicizia vera che è stata alimentata anche quando si sono ritrovati avversari. Dopo Empoli sono stati compagni di squadra nella Roma dello scudetto, poi Eusebio è stato anche team manager giallorosso nel 2005-06, quando Vincenzo ancora giocava, ma faceva tanta panchina con il primo Spalletti romanista. Poi tante sfide da allenatori, l’ultima l’ha vinta Di Francesco, espugnando San Siro all’inizio del campionato prima che Montella concludesse l’avventura in rossonero e approdasse al Siviglia. Eusebio e Vincenzo sono anche più di amici. «Di Francesco è il miglior amico che ho nel mondo del calcio», disse Montella in una intervista a Veltroni per il nostro giornale. Entrambi hanno alle spalle una famiglia unitissima, che è alla base dei loro successi. A Empoli hanno ancora amicizie e un’attività per la quale sono diventati soci. A entrambi piace vestire bene. Una passione che hanno coltivato da ragazzi e che li unisce anche fuori dal calcio. Dodici anni fa hanno dato vita a un’avventura commerciale che è ancora in piedi. Nel cuore di Empoli, tra un panificio storico e un negozio di scarpe c’è Four Sides, una boutique con le firme più prestigiose per l’abbigliamento da uomo.

All’inizio per entrambi non è stato facile. Vincenzo aveva dodici anni e un paio di volte cercò di scappare per salire su una corriera e tornare a casa dai suoi genitori. Eusebio era un po’ più grande, aveva forte il desiderio di sfondare nel mondo del calcio, ma qualche sera faticava a prendere sonno, per la nostalgia della sua famiglia e del mare, dove fino a poco tempo fa aveva uno stabilimento. Sono cresciuti in fretta a Empoli, sono diventati uomini. Anche il tempo libero spesso lo trascorrevano insieme. Qualche sera in discoteca a Firenze o Montecatini, ma solo se non c’era allenamento il giorno dopo. Poi con il passare degli anni a cena con le fidanzate e mogli. Entrambi non hanno avuto un rapporto facile con Capello, ma dal burbero don Fabio hanno preso qualcosa nella carriera di allenatori. Quando Vincenzo giocava poco e si lamentava (una volta fece anche di più, a Napoli, nella penultima giornata del campionato vinto nel 2000-01…), Eusebio lo prendeva in giro e nacque il soprannome “Piangerelli. Ancora oggi curano molto l’abbigliamento. Di Francesco è testimonial di una linea di amici del suo paese, Ferrante, per i quali ha scelto di fare il testimonial per puro spirito di amicizia. Oggi preferiscono vestire entrambi con giacche informali, Eusebio ama i pantaloni stretti e la maglia di cachemire, Vincenzo invece ha la passione per le camicie molto fit. Una volta era più facile ritrovarli in una rimpatriata a Empoli, una partita a calcetto e poi una cena con buoni vini organizzata da Massimo Cioni, socio dei tre ex calciatori. Oggi gli impegni non lo permettono quasi più. Da Cioni con i primi stipendi da professionisti andavano a comprare i capi di abbigliamento alla moda. Ma si sentono spesso e nei giorni scorsi, prima dell’ultimo impegno di Champions, si sono dati appuntamento in finale. Il sogno di ritrovarsi a maggio a Kiev, sperando di evitare di ritrovarsi di fronte già ai quarti. Domani sapremo.