La febbre da derby è arrivata anche a Londra. Thomas DiBenedetto, protagonista ieri del convegno «Leaders in football» allo Stanford Bridge, per la prima volta ha parlato della sfida con la Lazio, la sua prima da presidente. E ha subito rischiato l’incidente istituzionale. «L’altro giorno Sabatini mi ha chiesto se avessi capito cosa fosse il derby e a cosa potesse essere paragonato: io ho risposto: “mi hanno detto che è simile ad una guerra civile”». Apriti cielo: i «polemici» di mestiere non aspettavano altro, ma pare sia bastato correggere «guerra civile» in «battaglia» per evitare il polverone mediatico.
Con la Lazio, derby a parte, la Roma dovrà condividere l’Olimpico per i prossimi anni, «ma questo – spiega Mr. Tom – non è un problema. Non sarà possibile ammodernare lo stadio, almeno prima degli eventuali Giochi di Roma 2020 . Noi puntiamo ad avere un impianto per il calcio. Quando? Sei ci riuscissimo in 3-5 anni sarei soddisfatto, intanto l’obiettivo è entrare in Champions». L’area di Tor di Valle è la prima opzione, anche se il presidente dell’ippodromo, Gaetano Papalia, ieri ha ricordato: «Il costruttore Parnasi ha un accordo per rilevare l’area ma dovrà far nascere un nuovo ippodromo su un altro suo terreno al Pescaccio». Il Comune, intanto, è disposto a mettere a disposizione anche delle aree pubbliche per la Roma. DiBenedetto preferisce concentrarsi sul presente: «Totti – dice – sta dando l’esempio: è quello che lavora più duro e trascina i giovani, peccato si sia fermato proprio adesso. Sono sempre stato convinto di Luis Enrique, è un tecnico competitivo». Mr. Tom riparte oggi per gli Usa e tornerà a Roma prima del derby, quando l’Opa sulle azioni in Borsa sarà già partita. La Consob ha dato l’ok e comunicato le date:inizio 13 ottobre e chiusura il 3 novembre.
Il Tempo – Alessandro Austini