Corriere della Sera (M. Ferretti) – Dimenticare Danielino. Cancellare Danielino. Ecco il suggerimento che arriva forte e chiaro dall’attualità, perché il ragazzino è diventato uomo e, da un mese e mezzo, pure l’apprezzato allenatore della Roma. Con risultati che, conti alla mano, non ammettono diminuitivi e/o vezzeggiativi di alcun tipo. Neppure quelli affettuosi, neppure quelli che di solito si dedicano a uno visto nascere e crescere in casa, in famiglia. Continuare a parlare di Danielino e non di mister De Rossi fa bene al cuore ma non dà un senso reale alle cose. Alla cronaca. Perché vincere sei volte su sette in campionato, dopo aver ereditato una squadra carica di problemi, non può esser stato cammino casuale e/o fortunoso.

Non una cosa da ragazzini, ma da uomini. Da professionisti. Mister De Rossi sta stupendo tutti tranne se stesso. Lui ha sempre creduto nel suo essere allenatore e una volta ottenuta la possibilità di (ri)mettersi in gioco ha dimostrato che non si sbagliava. Intorno al suo lavoro, ora, si stanno scatenando opinioni di qualsiasi tipo, tutti viaggiano alla ricerca del suo segreto ma Daniele, Mister DDR, non ci casca e non perde occasione per ribadire che il merito è esclusivamente dei suoi ragazzi.

Quelli coccolati, esaltati e protetti davanti a tutti e contro tutti. Non racconta fino in fondo la verità, ma va bene così. E anche per questo il suo lavoro, il suo essere allenatore totale viene apprezzato (molto) da D&R Friedkin, che – ovviamente senza farlo trapelare – hanno già cominciato a fare ragionamenti legati a un futuro targato ancora De Rossi. Ci mancherebbe altro, verrebbe da aggiungere.