Il Corriere dello Sport (I. Zazzaroni) – Dan Friedkin avrebbe voluto cacciarlo subito dopo la sfida al Marassi. Solo l’intervento di Tiago Pinto riuscì a evitare – almeno temporaneamente – quella che si può considerare un’autentica follia tecnico-ambientale. Friedkin avrebbe già contattato il sostituto di Mourinho, all’insaputa – pare – dello stesso Pinto: dalla Germania filtra con insistenza il nome di Hans-Dieter Flick, a sua volta esonerato il 10 settembre scorso dalla federcalcio tedesca dopo la pesantissima sconfitta col Giappone.

Dietro la rottura tra il presidente e l’allenatore non c’è alcun motivo di natura tecnica. I due non hanno mai avuto contrasti diretti. Anche sul piano dei numeri, José risulta inattaccabile. Il motivo che spinge Dan a questa scelta rimane un mistero. Mourinho può rimproverarsi un solo errore, vista la situazione: non essersene andato dopo la finale (rubata) di Budapest, rinunciando così ai 96 milioni di dollari arabi. La promessa fatta prima alla squadra, sul campo, e in seguito ai tifosi (Roma-Spezia) e allo stesso Friedkin gli si è rivoltata contro.