C’è Milan-Roma, chi si ferma è perduto

La Stampa (L.Bandinelli) – Ci sono questioni che agitano i cuori dei tifosi più dei risultati che si ottengono sul campo. La Roma oggi arriva a San Siro con l’obbligo di lasciarsi alle spalle il derby, con l’intento di riprendersi il 2º posto ma anche per chiudere una parentesi di storia con l’ultima partita a San Siro di Francesco Totti. Il Milan, altra bestia ferita (solo 20 punti nel ritorno) vuole invece tornare a vincere per restare attaccato al carro dell’Europa League. In casa rossonera l’addio del capitano di una vita (leggi Maldini) viene ricordato ancora ma soprattutto si cerca di blindare quello del futuro, ovvero Gigio Donnarumma. Ieri Luciano Spalletti ha preso a picconate i sentimenti di chi vede la maglia di Totti come un’icona, schierandosi contro la decisione di far sparire il numero dieci: «Sarebbe mortificante ritirarla, ci sono bambini che sognano di vestirla. Se si vuole ricordare Totti si mette il dieci su tutte le maglie».

PASSAGGIO DI EPOCHE – Tre ore prima, Vincenzo Montella, parlando della fascia di capitano, ha invece bocciato l’idea di darla in tempi brevi a Donnarumma: «È un bambino. Io in generale sono contrario al fatto che il portiere faccia il capitano perché è lontano dall’azione e non può parlare con i compagni e l’arbitro. È un mio pensiero, posso anche cambiare idea». Se Gigio alla fine deciderà di restare al Milan e avrà questo desiderio potrà sempre tirare in ballo l’esempio di Buffon. La nuova società ha in testa di farlo diventare il capitano del futuro, nessuno però ha mai specificato pubblicamente quando. Di certo, Montella ha intenzione di rivoluzionare ciò che è sempre successo nella gestione Berlusconi dove valeva la regola del numero di presenze. L’allenatore lo ha spiegato chiaramente: «Se De Sciglio giocherà verranno mantenute delle gerarchie che io non ho voluto cambiare, anche se per me non è la gestione ideale per il capitano. Penso che la fascia debba andare al giocatore più stimato dal gruppo». Nel Milan, visti i rapporti con Mino Raiola rischia di diventare un caso anche il fatto che Montella abbia definito «bambino» Donnarumma. Nella Roma, invece, Spalletti continua a difendere il proprio lavoro: «Il secondo posto equivale ad uno scudetto. Il terzo posto, invece, non sarebbe un fallimento». Anche se stasera la sua missione sarà il controsorpasso sul Napoli.

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