Cannibale Abraham. Gol, rigori e vittorie: l’inglese vuole tutto

La Gazzetta dello Sport (C. Zucchelli) – Per festeggiare San Valentino ieri ha regalato alla sua compagna una composizione di rose. Il suo, di regalo, Tammy Abraham aveva provato a farselo già domenica pomeriggio contro il Sassuolo, ma la festa c’è stata soltanto a metà. Perché l’attaccante inglese è riuscito finalmente a tirare quel rigore che da tempo cercava, ma la Roma non è riuscita a portare a casa i tre punti. E allora lui con quella frase: “C’è ancora molto da lavorare” ha tracciato la strada.

Per sé stesso e per i compagni, che hanno dovuto imparare a giocare con un numero 9 diverso rispetto a Dzeko: tatticamente e caratterialmente, perché Abraham rispetto a Edin è più esuberante e più intraprendente. La classe di chi lo ha preceduto non si discute, così come la sua carriera, ma la Roma aveva un disperato bisogno dell’entusiasmo dell’inglese. I numeri, finora, lo incoronano come il miglior giocatore della stagione: 33 presenze, 18 gol e 7 pali e un rendimento sempre in crescendo, con 9 reti, in campionato, nelle ultime 13 gare. 

 

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