È giallorossa l’ombra che aleggia sullo sfondo del caso legato a Nicolas Nkoulou in casa Toro. E così nasce un altro scontro a distanza, con botta e risposta a mezzo stampa e tre soggetti coinvolti. Anche se la Roma non viene nominata dal giocatore o dal presidente granata Urbano Cairo. Il camerunense, infatti, il giorno dopo la sconfitta interna con il Wolverhampton ha ammesso con Walter Mazzarri di avere avuto la testa altrove e conseguentemente di non sentirsela di scendere in campo con il Sassuolo, sperando così di aver via libera sul mercato. Via libera negato, con Cairo determinato nel ribadire la volontà di trattenere tutti i big, aspettando le scuse di Nkoulou nei confronti di allenatore, squadra e società. Intanto il difensore granata ha dichiarato: “Sono un uomo leale, onesto e integro. Un professionista ha il dovere di informare il suo datore di lavoro se non è nelle condizioni ottimali per compiere il suo dovere, come ho fatto con allenatore e compagni. Per me un uomo si definisce dal rispetto della parola. Sfortunatamente ho capito che le promesse sono difficili da mantenere. Ho capito che i miei dirigenti hanno rifiutato la mia partenza”. Cairo ha così ribattuto: “Un anno dopo il suo arrivo il procuratore mi disse che c’era su di lui il Siviglia parlando di una promessa del nostro ds dell’epoca (Petrachi, ndr) di cedere il giocatore, che a me non era mai stata riferita”. La circostanza è stata smentita dallo stesso Petrachi: “Mai promesso al calciatore Nkoulou né tantomeno al suo agente Maxim Nanà una eventuale cessione. Cairo sa perfettamente come siano andate le cose”. Lo riporta il Corriere dello Sport.