Il Tornatora

Berdini nel caos ma si va avanti

di Redazione

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – L’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini è finito nella bufera. In un’intervista su La Stampa, che ha cercato di smentire (ma della quale è stato prodotto l’audio) aveva mosso pesanti critiche alla sindaca Virginia Raggi. Berdini, convocato in Campidoglio, ha rimesso il mandato. Le dimissioni sono state respinte dalla prima cittadina, ma con “riserva”. Un altro capitolo nel difficile rapporto tra la Raggi e l’assessore, da sempre critico sullo stadio di Tor di Valle. La sindaca ha voluto delle spiegazioni da Berdini e lo ha convocato alle 14.30 insieme al resto della giunta. Alla fine ha deciso di tenerlo ancora al suo posto ma “con riserva”. Forse perché sostituire l’assessore all’Urbanistica alla vigilia di decisioni importanti come quella dello stadio può essere rischioso. Ma di fatto Berdini è stato depotenziato e l’ultima parola sul progetto di Tor di Valle la dirà il primo cittadino, con l’avallo di Beppe Grillo. La Raggi ha detto: «Era mortificato per quello che ha detto. Roma sta affrontando temi complessi, come i piani di zona o lo stadio». Poi ha comunicato al leader del M5S la decisione presa.

SI APRE IL TAVOLO TECNICO – Il caso Berdini è esploso all’indomani della riapertura della delicata trattativa tra il Campidoglio e i proponenti del nuovo stadio della Roma, che Berdini ha sempre osteggiato. Così oggi quando si dovrebbe aprire uno dei due tavoli tecnici previsti per trovare l’accordo definitivo, potrebbe esserci l’avvocato Lanzalone (genovese, vicino a Grillo) e non Berdini. Per i proponenti saranno presenti i rappresentanti di Parsitalia. In questo tavolo si decideranno i confini entro i quali può essere garantito l’equilibrio economico finanziario, con la riduzione delle cubature totali del venti per cento, probabilmente anche qualcosa in più. Questo tavolo dovrebbe chiudersi rapidamente, per arrivare quindi all’accoglimento delle quattro prescrizioni previste dal documento con il quale il Comune aveva dato parere non favorevole. Tutto questo per poter presentare la nuova documentazione entro il 3 marzo, con i miglioramenti richiesti. L’altro tavolo dovrà avallare il lavoro del tavolo tecnico. A quel punto tutto si basa sulla volontà politica. Se decidesse Berdini, lo stadio non si farebbe, ma visto che alla fine prevarrà la linea della Raggi e di Grillo, alla Roma sono ragionevolmente fiduciosi. La sindaca ha lasciato aperta ogni possibilità: «Sullo stadio non mi sono mai pronunciata. Abbiamo chiesto la sospensione della Conferenza dei Servizi, come previsto dalla legge, e avviato un confronto con la società». Parnasi, il costruttore del nuovo stadio, ha dato disponibilità a ridurre le cubature anche leggermente oltre il venti per cento. In piena bufera, Berdini ieri ha detto: «La Roma inizia a capire che da parte del Comune non c’è un pregiudizio, c’è un ragionamento sul futuro della città».

LOTTI E BERETTA FAVOREVOLI – Sullo stadio della Roma continuano ad arrivare pareri favorevoli. Il ministro allo Sport Luca Lotti ha rilasciato il suo martedì sera all’Olimpico, davanti alle telecamere di Roma Tv: «Parliamo spesso di valore del nostro campionato, uno dei punti centrali da cui passa l’aumento del valore della Serie A è proprio lo stadio e lo stadio di proprietà. Io mi auguro che siano in tante le società ad andare in questa direzione e fare questa scelta, sperando di poter contribuire come Governo a dare una mano. E‘ evidente che un investimento di questo tipo porta delle possibilità, delle prospettive per il territorio in cui avviene questo investimento. Ciò vale per altri settori, a maggior ragione nel calcio e nello sport. Non posso che essere favorevole ad investimenti di questo tipo». Anche il presidente della Lega Maurizio Beretta ha appoggiato lo stadio di Tor di Valle: «Auspichiamo che si riesca a trovare in tempi rapidi una soluzione per consentire alla Roma di avere il proprio stadio e, in generale, al calcio italiano di dotarsi di strutture moderne e all’avanguardia per essere competitivi a livello internazionale. Gli stadi funzionali sono la chiave per favorire la passione dei tifosi ed offrire un prodotto all’altezza per le televisioni di tutto il mondo».