“Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte”.Flaubert non avrebbe resistito un secondo davanti lo spettacolo di devastazione dei tifosi del Feyenoord a Roma. Il centro della città invaso e rovinato dall’assalto di tifosi olandesi da migliaia di tifosi olandesi ubriachi, hooligans pronti ad assaltare e danneggiare ogni capolavoro della città. La Fontana della Barcaccia del Bernini a piazza di Spagna deturpata della sua bellezza e del suo valore. La Capitale sotto assedio, la città conosciuta nel mondo come eterna schernita e ridotta in una discarica a cielo aperto. Le vie del centro invase da bottiglie e rifiuti, negozianti costretti a chiudere per paura di attacchi improvvisi. Romani e turisti terrorizzati. Come può la Capitale sottostare in silenzio davanti tutto questo? Davanti a delle immagini così lontane da quelle rappresentate nella Dolce Vita e in Vacanze Romane. Roma distrutta dalla violenza incontrollata di vandali che si nascondono dietro la parola tifoso. “Non ci sono giustificazioni”, dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Anche il ministro della Cultura Dario Franceschini parla di “atti di vandalismo” e il sindaco Ignazio Marino assicura “non finisce qui. “Non c’è spazio per la violenza nello sport, né dentro, né fuori lo stadio”, twitta il commissario Ue allo Sport, Tibor Navracsics, mentre le immagini della fontana pattumiera fanno il giro del mondo. Il leader della Lega Matteo Salvini chiede le dimissioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il calcio muta trasformandosi di nuovo in dibattito politico. Eppure il calcio è e dovrebbe essere soltanto sport. Una parola che spesso perde il suo significato etimologico di svago, divertimento, diletto. Una parola che sempre più spesso mostra un lato oscuro che non gli appartiene fatto di meschinità, violenza e mancanza di rispetto.
Fiammetta Fiorito

