Presidente Osservatorio Manifestazione Sportive: “Lo stadio deve essere un luogo di divertimento. Si a megafoni e tamburi”

Il presidente dell’Osservatorio sulle Manifestzioni Sportive del Ministero dell’Interno, Daniela Stradiotto, è intervenuta ai microfoni di Radio Radio, per parlare delle nuove regolamentazioni all’interno degli stadi per i prossimi 3 anni. Queste le sue parole:

Poco meno di 24 ore fa è stato firmato in Federcalcio questo nuovo protocollo per la gestione degli impianti sportivi, è un reale riavvicinamento ai tifosi?
È un’apertura di credito verso i veri tifosi perché bisogna tornare a un rilancio sociale del calcio. Riportare questo sport al gioco del pallone. C’è questa apertura supportata dai numeri, anche se non sono ancora numeri eccellenti, perché ci sono fenomeni di devianza importanti che si sono spostati fuori dallo stadio. Il gioco del calcio è preso come pretesto per lo sfogo di violenze che non hanno nulla a che vedere con il tifo. Lo stadio deve essere un luogo di divertimento.

Questa trasformazione avverrà nell’arco di 3 anni, da cosa si è scelto di partire?
Ci sono degli interventi che hanno bisogno di tempo, si parte con ciò che si può fare, come intervenire sul ticketing. Ci siamo dati 3 anni di tempo, la scadenza va a coincidere con impegni importanti come gli Europei U21, i Mondiali di calcio, speriamo di non aver dato fiducia invano.

Vendita di biglietti il giorno della gara non a rischio ai tifosi ospiti dei settori non dedicati…
Speriamo che le gare a rischio diminuiscano sempre di più.

Sembra che abbiate cominciato questa iniziativa senza crederci molto, è difficile tornare al passato quando si vede un giocatore essere pagato 222 milioni di euro…
Il mondo della sicurezza pensa soltanto ad essa e non ad altro. Ci sono state 2044 partite giocate lo scorso anno, solamente 302 valutate a rischio dall’Osservatorio. Noi mondo della sicurezza e mondo sportivo a questo protocollo crediamo fermamente. Ciò che accade nel calciomercato ci può dispiacere ma non ci compete.

Cambieranno i sistemi di controllo all’entrata dello stadio? Si è letto che torneranno megafoni e tamburi negli stadi…
Sono due cose completamente diverse, megafoni e tamburi sì, a patto che siano usati in maniera disciplinata e che non ci siano divieti dell’autorità di pubblica sicurezza. I sistemi di controllo non cambieranno, i tornelli resteranno.

Sui giornali è apparsa la notizia di alcuni musi lunghi durante la firma del protocollo, ce lo può confermare?
Smentisco questa notizia dei musi lunghi, compreso il capo della polizia Gabrielli, se in passato sono state prese delle decisioni drastiche come le barriere è stato perchè la situazione era diventata ingestibile. Se si arriva alla firma del protocollo è perché tutte le parti in causa sono d’accordo.

La tessera del tifoso è stata la principale causa del caso di affluenza allo stadio?
Non credo che la tessera del tifoso fosse il principale imputato per la diminuizione dei tifosi allo stadio. Ci sono tantissimi fattori che incidono negativamente sul numero di persone allo stadio, come il prezzo del biglietto, le condizioni dello stadio. Ma soprattutto la minaccia terroristica, che non dipende da nessuno di noi.

La delinquenza del tifo sta decrescendo?
Il mondo del calcio vive delle stesse regole di tutti gli altri settori della vita collettiva. Nel calcio girano tantissimi soldi, è normale che la delinquenza lo guardi con un occhio di riguardo. Le ultime inchieste, però, confortano sulla possibiltà di fermare il fenomeno, ma ora come ora non ci sono variazioni.

Ci sono dei rischi nel mondo del calcio su cui non bisogna abbassare la guardia?
No, non ci sono. La guardia non è mai abbassata, anche nei momenti di silenzio. Per questo protocollo si chiede un impegno vero anche alle società.

Si sta lavorando al Daspo privato?
Sì, l’esperienza di altre società europee può fare da esempio. I club potranno sospendere l’abbonamento di un tifoso in caso di comportamento scorretto.

La sua opinione sullo stadio pubblico o di proprietà?
Si può fare un paragone con la strada, anche se essa è pubblica, io la voglio pulita, in ordine, come se fosse mia. Io voglio andare in uno stadio pulito, confortevole e accogliente, non importa che sia pubblico o di una società.

 

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