Il Tornatora

Zorro amaro: «Che errori!»

di Redazione

Corriere dello Sport (F.Morrone)Paulo Fonseca era stato sincero alla vigilia: lo Shaktar non avrebbe fatto barricate contro la Roma. E così è stato. Gli ucraini non ci hanno pensato minimamente a difendere la rete di vantaggio dell’andata, ma si sono affidati al loro temibile palleggio. Per fortuna della Roma, però, Dzeko ha fatto saltare in aria gli schemi di Fonseca costringendo lo Shakhtar a rincorrere. Niente maschera di Zorro stavolta per il tecnico portoghese, che rimuginerà parecchio sulla gara d’andata, quando il salvataggio miracoloso di Bruno Peres sul tiro di Ferreyra ha tenuto in vita i giallorossi per il ritorno. «Se all’andata avessimo sfruttato tutte le occasioni che ci sono capitate, a quest’ora avremmo certamente passato il turno – è l’amara analisi del tecnico a fine partita – È difficile giudicare la mia squadra solo per questa gara, ma posso dire che la Roma ha avuto pochissime occasioni ed è stata brava prima a trovare il gol e poi a gestire il risultato. Noi abbiamo dominato quasi per tutta la partita, basta vedere la percentuale del possesso palla: malgrado l’uomo in meno, abbiamo giocato quasi tutta la ripresa nell’area di rigore della Roma».

Salutata l’Europa, adesso per lo Shakhtar è tempo di rituffarsi nel campionato ucraino, dove comanda con sei punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev e viaggia a una media di quattro gol a partita. Un altro pianeta rispetto all’Europa. «Il calcio ucraino non è all’altezza dei grandi campionati europei come quello italiano o quello spagnolo – ha detto Fonseca -. In Italia i club possono permettersi di fare grandi acquisti, mentre noi dobbiamo puntare sulla valorizzazione dei giovani. Se resterò allo Shaktar anche l’anno prossimo? Non posso sbilanciarmi, ma posso dire che qui sto bene, mi piace l’ambiente, mi piace la città e mi piace anche il progetto».