CORRIERE DELLO SPORT (Lorenzo Scalia) – Soulé viaggia verso una maglia da titolare contro il Cagliari. Una scelta quasi obbligata, perché Dybala sta meglio ma non ha superato completamente l’infiammazione al ginocchio. Matias, di conseguenza, dovrà caricarsi la Roma sulle spalle cercando di cancellare il periodo di appannamento che sta vivendo, tra l’altro condizionato da una forma fisica non ottimale (anche lui ha qualche fastidio al ginocchio).

La luce si è spenta nelle ultime settimane: Soulé è sembrato scarico rispetto a inizio stagione. Oltre agli acciacchi, normali e messi in conto, c’è un dato che però non può passare inosservato: l’argentino ha giocato tutte le partite da agosto in poi, cioè 32 su 32. Non ne ha saltata neanche una. Un record assoluto. È uno stakanovista. In realtà è stato gestito a livello di minutaggio, soprattutto nel pieno dell’inverno. L’unica certezza è che – in un modo o nell’altro – non è mai stato possibile farlo riposare per davvero. Nemmeno in Coppa Italia, neanche in Europa League, figuriamoci in campionato, la priorità assoluta di Gasperini.

Contro i sardi non andrà diversamente. Soulé, quindi, stringerà ancora una volta i denti e scenderà in campo domani sera all’Olimpico. Uno stadio che gli porta bene. Nelle ultime sei gare disputate in casa, Europa League e Coppa Italia comprese, l’argentino ha realizzato due gol e servito tre assist. Tra l’altro è il marcatore numero uno romanista con sette reti complessive in stagione. Dunque, per vendicare la sconfitta dell’andata e rilanciarsi in chiave Champions serve come non mai Soulé versione Olimpico.