IL MESSAGGERO (Massimo Boccucci) – Nel suo decennio in giallorosso (dal 1996 al 2006), tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa, Damiano Tommasi l’ha giocata tante volte Roma–Juve, con in mezzo uno scudetto indimenticabile. ‘Anima candida’ (così lo chiamavano per la correttezza dentro e fuori dal campo) ha vissuto pagine di storia negli incroci coi bianconeri, tanto da intitolare ‘Roma-Juventus 1-1’ un libro-intervista del 2008 in cui ripercorre la sua carriera. Una volta disse: “Alla Roma ho dato tanto e dalla Roma ho ricevuto tutto quello che ci può stare se allargo le braccia e rivolgo le mani verso il cielo”.
Espressioni a effetto che usa anche oggi nella nuova missione in politica, da sindaco di Verona, in carica dal 26 giugno 2022, e che ha lanciato con la proverbiale semplicità ieri mattina a Norcia dove, nell’ambito del Premio Nazionale ‘Ilario Castagner’, ha ritirato il Premio ‘Flavio Falzetti’, alla memoria di un ex centrocampista nursino scomparso l’11 marzo 2013 all’età di 41 anni a causa di una leucemia, che aveva coinvolto Tommasi nelle iniziative per la raccolta fondi destinati alla ricerca e assistenza oncologica.
Segue sempre la Roma? “Certamente, seguo e mi fa piacere che la squadra diverta, faccia i risultati e abbia una bella classifica. Può togliersi parecchie soddisfazioni”.
Come vede questa sfida contro la Juve? “In palio c’è tanto. La Roma è davanti e può pensare al piazzamento per la Champions, mentre la Juve, che sperava di ottenere di più, come nell’ultima doppia partita con il Galatasaray, ha tutta l’intenzione di risalire. Sarà una partita come al solito piena di tutto, non banale, con due allenatori che sanno il fatto loro. Ma non c’è una favorita. Si gioca sempre sul filo, può succedere di tutto. Hanno entrambe qualità e voglia di fare il massimo perché sanno che l’accesso in Champions League passa pure per l’Olimpico”.
Si aspettava Gasperini subito protagonista a Roma? “Si è calato rapidamente nella realtà romana, riuscendo a tirare fuori il meglio in un ambiente particolare. La città può darti tanto se sai prenderla. Lui c’è riuscito. Ha ricostruito, ha dato un’identità a un gruppo che ora lo sta seguendo”.
Il ritorno all’Olimpico di Spalletti? “L’ho avuto nella mia ultima stagione in giallorosso, abbiamo avuto un rapporto speciale, che è rimasto nel tempo. Costruisce calciatori, sa far crescere e motivare le sue squadre. Gli viene riconosciuto un valore nel percorso che ha intrapreso e l’ha portato ai migliori livelli”.
Il centrocampo giallorosso e i suoi giovani, come Niccolò Pisilli, cosa le ispirano? “Mi piace il gioco che in mezzo viene prodotto da questa squadra. È molto organizzata, la mano di Gasperini si vede. Pisilli è veramente interessante, ha personalità e sa proporsi senza avvertire alcun peso. Un bel talento che continuerà a crescere”.
Il calcio di oggi la convince? “Non del tutto, ci sarebbe da dire molto su certe situazioni. Anche sulla questione arbitrale”.
Cosa c’è del calciatore di ieri in Tommasi sindaco oggi? “L’idea del gioco di squadra. Penso al gruppo che gioca come alla giunta comunale che amministra. Anche quando non si andava d’accordo con un tuo compagno di squadra, ti trovavi a metterlo nelle condizioni di farlo rendere al meglio per l’interesse generale. Avviene così anche in politica e anche in questo caso agisci per il bene comune e collettivo”.



