Home Interviste Terry: “Mourinho è molto esigente e giusto. Con lui non esiste 80% o 90%, ma soltanto il 100%. Ho sempre una voglia matta di giocare per lui”

Terry: “Mourinho è molto esigente e giusto. Con lui non esiste 80% o 90%, ma soltanto il 100%. Ho sempre una voglia matta di giocare per lui”

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Terry: “Mourinho è molto esigente e giusto. Con lui non esiste 80% o 90%, ma soltanto il 100%. Ho sempre una voglia matta di giocare per lui”
Manchester United's Portuguese manager Jose Mourinho (R) speaks to Chelsea's English defender John Terry ahead of the English Premier League football match between Chelsea and Manchester United at Stamford Bridge in London on October 23, 2016. / AFP / Glyn KIRK / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 75 images, no video emulation. No use in betting, games or single club/league/player publications. / (Photo credit should read GLYN KIRK/AFP via Getty Images)

John Terry, bandiera del Chelsea, è stato intervistato da Sky Sport ed ha raccontato anche qualcosa su José Mourinho. Queste le sue parole:

Perché molti giocatori che sono stati allenati da Mourinho hanno detto, spesso con dichiarazioni pubbliche, che “si sarebbero buttati nel fuoco” per lui? Cosa rende così speciale lavorare con lui?

È un uomo molto esigente e molto giusto. Vuole che ogni singolo giocatore ogni singolo giorno sia al 100%. Con lui non esiste 90% o 80%. Se non giochi bene, lui te lo dice. Che sia in allenamento o in partita. Lui è sempre molto onesto con i giocatori. Quando fallisci, lo deludi. E allora ti viene ancora più voglia di dare tutto per lui. Mi ricordo che in una preseason io e Gary Cahill, che eravamo stati i centrali della squadra campione d’Inghilterra, una volta giochiamo superficialmente in allenamento. Lui si ferma e davanti a tutti, giocatori nuovi inclusi, dice: “Domani andrò a spendere 100 milioni di sterline per due centrali difensivi migliori di voi!”. Io e Gary ci guardiamo e pensiamo: “Oh mio Dio, questo è il primo allenamento della preseason, abbiamo appena vinto il campionato”. Subito dopo iniziamo a entrare su chiunque, l’agonismo sale alle stelle in allenamento. Tutti erano spaventati di Mourinho, ma a ripensarci oggi quello fu un messaggio chiaro che volle mandare anche ai giocatori appena arrivati. E il messaggio era: “È vero che ci sono grandi giocatori, ma il capo sono io”. Poi torna da noi, ci coccola e dice: “Questo è il motivo per cui sarete ancora voi i centrali in questa stagione”. Sono queste piccole cose che mi fanno venire ancora una voglia matta di giocare per lui.