Spinazzola, l’eroe veloce fermato dalla sfortuna

Corriere della Sera (G. De Carolis) – Il primo pensiero è andato a Leonardo Spinazzola. Il secondo anche. Jorginho aveva appena infilato il rigore vincente contro la Spagna, gli azzurri avevano da poco conquistato la finale, ma lì sul campo di Wembley in mezzo alla festa degli azzurri è spuntata la maglia numero 4 di Spinazzola, esposta come un trofeo da Lorenzo Insigne. È stato l’omaggio del gruppo Italia al compagno.

Ci ha mandato un messaggio prima della partita, il successo lo dedichiamo a lui“, le parole del portierone azzurro Gigio Donnarumma, eroe di Wembley. “Abbiamo un motivo in più per dedicare la finale a Spinazzola, perderlo è stato un colpo duro, ma lui ci ha dato forza anche dopo l’intervento“, le parole di Leonardo Bonucci. Gli ci vorranno cinque-sei mesi per tornare in campo, lui che l’ha lasciato in una notte dolce per l’Italia.

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Un dolore lancinante dentro la partita più bella. Il petto scosso dalle lacrime. Le mani sul viso. L’Europeo di Leonardo Spinazzola è terminato così, a poco più di dieci minuti dalla fine della sfida nei quarti di finale contro il Belgio. Fatale per il romanista l’ennesimo scatto di una partita generosissima. L’esterno azzurro, uno tra gli uomini più veloci dell’Europeo capace di raggiungerei33,8 km/h, è ripartito di slancio, prendendo in controtempo l’avversario, ma sulla corsa ha perso l’appoggio, ha sentito male. Ha capito la gravità della situazione. Gli si è fatto vicino il compagno di squadra Cristante, ha tentato di consolarlo, il 28enne ragazzo di Foligno è scoppiato in un pianto a dirotto.

Leonardo era tra i migliori giocatori dell’Europeo e lo sarà comunque anche se non scenderà più in campo perché è stato veramente bravo” le parole del c.t. Mancini, nella pancia dell’Allianz Arena di Monaco, subito dopo aver fatto fuori il Belgio. Aveva ragione. I compagni azzurri però gli sono stati sempre accanto. Sull’aereo di ritorno dalla Germania il coro “Spina, Spina”, intonato da Federico Bernardeschi, era tutto per lui, sfortunato attore protagonista.

Con Mourinho la parte atletica è più intensa

Tanti sono dispiaciuti per il suo infortunio? Pensate a me, il ritorno in campo non sarà prima di gennaio. Diventerà come un acquisto del mercato invernale. Spinazzola è uno positivo”, la coccola di José Mourinho, nuovo tecnico della Roma che lo aspetta a braccia aperte. Lo Special One dopo averlo chiamato per rincuorarlo, lo ha voluto salutare di persona. Un rapido scambio di battute a Trigoria, sufficiente per mostrargli la vicinanza sua e del club giallorosso.

A Wembley c ’era anche lui. “L’infortunio mi ha strappato al campo ma non poteva portarmi via dal gruppo: anche mio figlio Mattia, tre anni appena, ha capito che papà, sul divano di casa, nel giorno della finale proprio non ci poteva stare“. “Sono emozionato, non lo nascondo. Quando sono salito sull’aereo per Londra sono rinato un po’: tra poche ore sarò in campo con i ragazzi e in tribuna con il Paese, poteva andare meglio ma anche peggio“. Il trionfo di Wembley lo aiuterà a guarire.

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