
Il Corriere dello Sport – Ripartiamo da dove ci siamo fermati: è il senso dell’intervista che Luciano Spalletti ha concesso al sito ufficiale della Roma. «Il campionato purtroppo non può proseguire – spiega l’allenatore – ma quello che hanno i giocatori fatto è un bagaglio che si portano dietro. Il girone di ritorno di quest’anno i ragazzi infatti ce l’hanno addosso. E’ loro. E non è che gli verrà tolto con un periodo di sosta. I calciatori in questi mesi hanno trovato le loro qualità, ricevuto soddisfazioni, trovato entusiasmo, gol e gioco, cioè tutto quello che c’è di positivo dentro una gara di calcio. Questo bagaglio è quindi loro e difficilmente lo scorderanno. E’ stato evidente che è questo quello che loro volevano e cercavano: io ho a che fare infatti con delle persone intelligenti». Se dovesse continuare così, insomma, la Roma avrebbe la possibilità di essere molto competitiva anche nella prossima stagione. Spalletti ha raccontato anche la sua scelta di tornare a Trigoria dopo sei anni e mezzo si lontananza: «Ho deciso in base al sentimento: il fattore rischio c’è sempre nel mio mestiere, e io credo che ogni allenatore deve essere preparato al fatto che le cose non possano andare sempre bene. Nel mio caso, in questa serie A, se arrivi a qualificarti per la Champions hai fatto però il tuo dovere e lo hai fatto bene».
Come migliorare questa Roma? «Ragionando a livello di reparti non si deve specificare cosa è migliorabile, perché migliorabile in generale è la squadra nel suo complesso. E’ chiaro che se si vanno a vedere i numeri, si può dire che è migliorabile la fase difensiva. Ma se migliori lì, essendo la squadra un meccanismo complesso, di sicuro si toglie qualcosa nell’apporto che i difensori hanno dato in fase offensiva, perché è evidente che questo apporto in questa stagione loro lo hanno dato, visto che i numeri in attacco sono stati quelli. Quindi in sintesi io dico che si tratta sempre di dare un bilancio a livello di squadra».
