Leggo – Un grosso spavento e la consapevolezza di poter tornare presto a giocare a calcio. Evan Ndicka sorride, lo fa da domenica sera. Da quando i medici hanno scongiurato problemi cardiaci alla base del malore che al 71′ di Udinese-Roma ha tenuto tutta Italia col fiato sospeso. Per il difensore è stato confermato un problema di natura traumatico-polmonare.

“Il quadro clinico è compatibile per trauma toracico con minimo pneumotorace sinistro. Il calciatore è stato dimesso e effettuerà ulteriori controlli a Roma”, ha scritto in un comunicato il club che ha poi ringraziato l’Udinese, la terna arbitrale e i tifosi bianconeri. “Abbiamo dimostrato i valori dello sport e messo al primo posto la salvaguardia della vita”. Una situazione seria, ma non grave. Che tutti gli attori in campo hanno saputo gestire in modo perfetto.

Ndicka ieri ha ricevuto tante chiamate, praticamente non ha smesso un secondo di rassicurare la famiglia, i compagni di squadra, lo staff tecnico e anche gli avversari. Tra loro Kamara dell’Udinese che ha passato la notte nell’ospedale dove è stato ricoverato fino a ieri sera. “Sta bene – sorride – siamo compagni di nazionale ed amici, sono felice”.

Voleva fare lo stesso Aouar, poi convinto a tornare nella Capitale. I test, infatti, hanno dato esito positivo permettendo le dimissioni di Ndicka che ora dovrà affrontare un periodo di riposo. Quanto? Non c’è una data, probabilmente un mese come spiega il cardiologo dottor Colizzi: “I sintomi avvisati potevano far pensare a un infarto, decisiva la tempestività degli interventi. In assenza di altre patologie il recupero è sui 30 giorni”.