CORRIERE DELLO SPORT (Ivan Zazzaroni) – Il Toro ha meritato il passaggio del turno, la Roma meriterebbe più attenzione da parte di chi deve e può renderla realmente competitiva. Più Roma insomma. Perché alla lunga le invenzioni di Gasperini non bastano. Pensate: sotto di un gol, ha cambiato due difensori con altrettanti difensori – in panca non aveva punte di ruolo, Dybala a parte – e trovato subito il pari di Hermoso. E di nuovo sotto, all’80’ ha buttato dentro un sedicenne, che l’ha immediatamente premiato con il punto del 2-2.
Raspadori, 26 anni a febbraio, va all’Atalanta per 25 milioni (c’è l’obbligo di riscatto). Robinio Vaz, 19 anch’egli a febbraio, alla Roma per la stessa somma; Roma che a Raspadori era disposta a garantire solo il diritto. L’Atalanta ha una parte di proprietà italiana, i Percassi, la Roma è tutta dei Friedkin che per il club hanno già tirato fuori la bellezza di 1 miliardo e 100 milioni. Dei benefattori.
È fin troppo evidente tuttavia la riluttanza dei presidenti stranieri a spendere per un giocatore di 26, 27 anni (che servirebbe maggiormente all’allenatore). Per un diciannovene con poche presenze tra i pro sono invece disposti al “sacrificio”, evidentemente perché se dovesse andar bene potrebbero rivenderlo guadagnandoci. Ho l’impressione (…) che gli stranieri non “tifino” per le loro squadre e pensino soprattutto al trading. Non faccio mai i conti in tasca a chi paga, ma gente come Gasperini meriterebbe qualcosa in più.



