Un girone fa, quando la Roma si presentò al Franchi di Firenze, il 4 dicembre dello scorso anno, lui stava in punizione e, per questo, non venne impiegato da Luis Enrique. La settimana prima, a Udine, aveva litigato con Lamela, paroloni e spintoni a fine partita, e il tecnico asturiano aveva deciso di multarlo e di metterlo fuori rosa per la gara successiva, quella appunto contro la Viola. Dani Osvaldo, piedi raffinati e carattere fumantino, non la prese bene; anzi, la prese malissimo.Saltare una qualsiasi partita gli dà fastidio; saltare quella partita lo mandò letteralmente in bestia. Perché Firenze, per motivi personali, è la sua città italiana, e alla Fiorentina, la squadra che gli ha regalato la prima popolarità, è affezionato, e ricambiato. Anche per via della mitraglia alla Batistuta spianata contro i tifosi viola quando nella primavera del 2008 regalò alla Fiorentina la vittoria sul Torino e la qualificazione ai preliminari di Champions League.
Il Messaggero – Mimmo Ferretti