
Corriere dello Sport - Alla fine di febbraio cominciò la grande pace tra il club giallorosso e il Campidoglio. Il che, paradossalmente, non ha spianato la strada alla realizzazione del nuovo stadio di Tor di Valle. Per una banalissima questione politica: nell’istante in cui il Movimento 5 Stelle, dopo lunga opposizione ideologica e lotta intestina, fa suo il progetto, e proprio in una fase in cui si rotola verso le elezioni nazionali, si rovesciano le alleanze e il Pd che governa la Regione Lazio da facilitatore diventa severo custode della regolarità giuridica dell’iter. Tutto assolutamente legittimo. Così come è legittimo che, stando alle ultime informazioni disponibili, adesso stia prendendo campo la convinzione che ostacolare ulteriormente il progetto non è esattamente l’idea più popolare del mondo. Infatti in occasione dell’ultima partita di Totti il presidente regionale Nicola Zingaretti ha postato un messaggio di questo tenore: «Una tifoseria che merita di avere una propria casa. Faremo di tutto».
MODIFICHE – E’ anche un modo di sollecitare il Campidoglio: noi non faremo i bastian contrari purché voi non vogliate farci passare per tali, e intanto sbrigatevi a compiere i passi che vi spettano. Nell’accordo di febbraio la Roma ha più che dimezzato il complesso di uffici e negozi previsto nel progetto iniziale. Alla fine si è passati da 1,2 milioni di metri cubi di costruzioni ai circa 570.000 della versione attuale. Le strutture commerciali sono state accorpate in un unico anello di edifici attorno allo stadio, con segmenti uniti da passerelle. Sono sparite, e per molti è un peccato, le tre torri che avrebbero dovuto ospitare un grande centro commerciale e sedi di grandi aziende. Le aveva disegnate l’architetto Daniel Libeskind e avrebbero rappresentato una interessante distonia nelle linee del profilo classico di Roma. Sono diminuite di conseguenza, ed è questo il principale nodo giuridico da sciogliere, le opere pubbliche che dovevano accompagnare lo stadio: restano l’unificazione tra Via del Mare e Ostiense per l’intero tratto Raccordo- Viale Marconi, i ponti di collegamento (con finanziamenti in parte privati e in parte statali), il potenziamento della ferrovia Roma Lido, il parco pubblico con affaccio e attracchi sul Tevere, le opere di messa in sicurezza idrogeologica dell’area. Altro argomento di discussione: i tempi di realizzazione delle infrastrutture rispetto a quelli dello stadio vero e proprio.
