
Corriere della Sera (F.Fiano – M.E.Fiaschetti) – Roma nostra Capitale, dacci oggi il nostro abuso quotidiano. Le nuotate nella Fontana di Trevi, il sesso per strada in pieno giorno, ieri i manichini impiccati, domani chissà. La città che vuole essere la più bella del mondo, ogni giorno è sulle prime pagine per l’abbandono, l’anarchia, la mancanza di controlli in un declino che sembra inarrestabile.
La metropoli che non smaltisce i suoi rifiuti per mancanza di impianti e li manda altrove arricchendo chi li trasforma in energia. La meta di milioni di turisti che non ha un fiume navigabile e lascia i suoi gioielli architettonici incustoditi, se non abbandonati. La capitale che perde investimenti e lavoro perché non è affidabile. Dov’è cominciato questo crollo e la rassegnazione al degrado? Roma manca l’autostima? O è forse ha la presunzione di chi sa di essere la più bella, nonostante tutto? Ma la vera domanda è: quanto sarebbe migliore la Città Eterna se negli ultimi quindici anni ci fossero stati meno annunci e più decisioni? Meno slogan e più azioni concrete? Se fosse amministrata e vissuta con rispetto, anziché nella rissa perenne tra avversari politici? La giunta in carica non ha colpe specifiche, finora. Ma la risposta a tutto non può essere sempre: «Stiamo lavorando».
MANICHINI CON VISTA COLOSSEO – Di notte, indisturbati, «tifosi» laziali hanno sfruttato il ponticello che affaccia sul Colosseo per dare sfogo ai loro istinti (ché chiamarla idea sarebbe troppo). Come fatto isolato sarebbe già grave. Ma, inserito nella casistica da «stadio», viene dopo le sagome disegnate in strada (con i lumini accessi per il funerale) e nella città sotto sequestro quando ci sono partite importanti. Senza contare il derby interrotto dagli ultrà nel 2004 e i giocatori della Roma minacciati nel 2015 dagli stessi romanisti o presunti tali. Tutti impuniti o quasi. La sintesi perfetta è quella di Sinisa Mihajlovic, ex di entrambe le parti: «Superato ogni limite. Mi colpisce che sia avvenuto davanti al monumento più famoso al mondo senza che nessuno se ne accorgesse. E che si siano pure filmati. Cose che fanno paura». […]