La Gazzetta dello Sport (A. Pugliese & M. Dalla Vite) – Serve dare una sterzata. Di classe. Di qualità. Joshua Zirkzee (7 gol e 2 assist fino a qui nei 18 gol totali del Bologna) da vero “nove e mezzo” qual è (indole da centravanti, piedi da numero 10) a Salerno ha segnato la sua prima doppietta in Serie A: da bomber puro.
È la nitroglicerina di Motta: perché dialoga, guarda la porta allo stesso modo dei suoi compagni, fa giocate e fa giocare. Un attaccante unico, a suo modo, e che Thiago non cambierebbe con nessun altro.
Come Mourinho fino a qualche tempo fa non avrebbe mai cambiato uno come Pellegrini. Il capitano invece adesso deve risalire la china, tornare quello dei 14 gol e 8 assist del primo anno “mourinhano”. Nella partita con la Fiorentina è uscito tra qualche fischio, Mou sa bene quello che può dare. Ma è anche vero che serve stare fisicamente bene e Pellegrini anche quest’anno è alla prese con mille problemi fisici.
Il Maestro e l’Allievo? Come no, nel segno del Triplete ma anche di una stima radicata, sincera, profonda. Ed è forse per questo che hanno tanti punti in comune: non solo la scadenza di contratto che riguarda l’attualità (Motta e Saputo si parleranno lunedì sera ma gli incontri dirimenti avverranno ad inizio gennaio dopo chiacchierate già andate in onda fra le parti, di persona e no) ma anche il non aver peli sulla lingua (anche nei confronti degli arbitri), il non transigere (Thiago l’anno scorso con Arnautovic, Mou con Karsdorp), la protezione comunque del gruppo. A prescindere da tutto.
La cosa curiosa, tra l’altro, è che potrebbero anche fare staffetta, darsi il cambio. Se i Friedkin dovessero infatti decidere di non rinnovare il contratto a Mourinho, Motta è proprio uno dei nomi segnati con la penna rossa sul taccuino giallorosso. A gennaio la verità…



