
La Gazzetta dello Sport (A.Catapano) – «Vergogna, vergogna, madonna che vergogna», cantava Ivan Graziani di un ladro all’auto-grill. «Vergogna», dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’ultimo fragoroso scandalo scommesse emerso dall’inchiesta di Catanzaro. «Che mafie di varia natura cerchino di modificare il risultato delle partite e di lucrare sulle scommesse — tuona il capo dello Stato — è una vergogna. Questa metastasi va estirpata con severità e rapidità».
LA VIGILANZA Ed è proprio ricordando gli agenti di polizia caduti sotto i colpi della mafia che pure il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, interviene sull’ultimo orrore del calcio. «Abbiamo uno scandalo dopo l’altro. E devo ringraziare la Polizia perché le ultime operazioni svolte hanno consentito di disvelare quello che spesso si nasconde dietro alcune partite di calcio. Non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio — avverte Alfano — ma sulla sfida di unire sport e legalità noi ci giochiamo un pezzo importante della faccia del nostro Paese». La Figc ne è consapevole. Il problema sarà tradurre tutti gli atti della Procura di Catanzaro in inchieste sportive. Tavecchio ha già studiato il sistema per snellire il lavoro di Palazzi, ma i tempi stringono e Renzi e Malagò vigilano (anche se si attende sempre l’assegnazione della Delega allo Sport).