Italia paese di bomber

Corriere Dello Sport (L.De Sanctis) – Negli ultimi vent’anni di Serie A, la top class dei bomber non era mai stata così affollata e ricca di gol. Dopo ventiquattro giornate i primi cinque della classifica marcatori hanno messo insieme la bellezza di 84 gol. Solo in Francia, ma con una partita in più, il totale è apparentemente superiore (88). Abbondanza di reti, abbondanza di pretendenti al titolo, cinque “cecchini” del gol che si danno battaglia, con marcature che regalano punti pesanti, preziosismi tecnici che fanno disperare i portieri deliziando il pubblico. Con il contorno di grandi parate, legni schiaffeggiati e qualche rigore tirato a salve, alto, a lato, sulle mani dei portieri. I bomber di vent’anni orsono si sono seduti in panchina: nel campionato 1997-98 a questo punto della stagione guidava Pippo Inzaghi, davanti a Montella (il tecnico del Milan è l’unico attualmente su una panchina di Serie A), Balbo e Mancini.

Ma la classifica di questo campionato completa e sancisce il ricambio generazionale. L’unico sempre presente nella top five è lo juventino Gonzalo Higuain, che un anno fa di questi tempi ne aveva segnati già 24 con la maglia del Napoli (sarebbero stati poi 36 a fine stagione, record del campionato). Non ci sono più i difensori di una volta? Forse. Ma le 84 marcature testimoniano, oltre alla qualità degli attaccanti e forse a una minor perizia di diverse squadre nella fase difensiva, un cambio di mentalità. Le partite si giocano fino alla fine, piovono gol negli ultimi minuti e nei recuperi: se una volta avere due gol di vantaggio significava aver chiuso la partita, ora può capitare che non bastino. Dieci anni fa il romanista Totti dopo 24 giornate era il capocannoniere ma con appena 14 gol (i 62 dei migliori cinque sono il minimo del ventennio). Ma anche in tempi più recenti ci si era fermati a 64, tra il 2013 e il 2015, con il fiorentino Giuseppe Rossi e poi la coppia bianconerazzurra Tevez-Icardi leader con 14 reti. L’anno scorso c’era già un abisso tra Higuain (24) e Dybala che inseguiva a quota 13. Ora invece tutti e cinque possono puntare alla corona. Da Dzeko, frenato dai rigori sbagliati, a Higuain che si è inserito negli schemi juventini e segna quasi come quando era al Napoli. Ma anche Belotti, l’unico azzurro che può aggiungersi ai recenti vincitori italiani Toni e Immobile.

E poi il bomber a sorpresa, il napoletano Mertens, attaccante atipico che ha esaltato il modulo adottato da Sarri per ovviare alla lunga assenza di Milik. Il belga “ruba” due minuti al Pipita: segna ogni 96 minuti, quindi più frequentemente di Higuain che fa gol ogni 98 minuti. Senza dimenticare il capitano interista Icardi, che scontata la squalifica lascerà la tribuna per tornare a dar la caccia ai battistrada. Oltre ad essere il miglior bottino degli ultimi vent’anni, il malloppo di gol riporta i bomber della Serie A ai vertici europei: Dzeko e Higuain occupano il quarto posto tra i re del gol dei maggiori campionati d’Europa. Più di tutti ha segnato Cavani, 25 gol nelle sue 23 partite, una rete ogni 72 minuti. Poi a 20 c’è Lacazette del Lione, quindi il club dei 18 gol con Suarez (ma in sole 20 partite), Dzeko e Higuain. E a 17 Messi, Sanchez e Belotti. E in Italia, nel Paese dei bomber, le sentenze sono firmate con il piede destro (51 gol), meno della metà i… tiri mancini che hanno beffato i portieri (21). Chi sa usare meglio la testa? Belotti e Icardi hanno siglato una cinquina ciascuno.

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