CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – “Dobbiamo fare la corsa su noi stessi”. È un Gasperini no-limits quello che ieri si è confidato con gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’incontro introdotto dal preside Alessandro Sgambato. “Ai giocatori anche dopo la Juve ho detto che noi o vinciamo o impariamo – ha spiegato – Fosse finita 3-2 martedì non saremmo andati a vedere gli errori fatti. Bisogna cancellare la cultura degli alibi”.
Dialogando con i ragazzi, il tecnico ha parlato anche del suo modo di allenare. “Resto alle cose di campo – ha detto – Non so quello che fanno i ragazzi fuori dal campo, se uno ha una delusione d’amore, se ha litigato coi genitori o col migliore amico. Mi limito a quello che è riferito alla professione”.
Questa la riflessione sul suo percorso: “Sono sempre stato in ascesa, poi una volta arrivato all’Inter ho avuto quella che sembrava una caduta clamorosa. Alla fine cadere è stata un’opportunità incredibile perché a Bergamo una squadra top me la sono costruita. La Roma? Avevo ancora voglia dimettermi in gioco e ho pensato che vincere qui vale di più. È una sfida”.



