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Fonseca e l’arte non banale di battere (solo) le piccole

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Fonseca e l’arte non banale di battere (solo) le piccole
FLORENCE, ITALY - MARCH 03: Paulo Fonseca manager of AS Roma gestures during the Serie A match between ACF Fiorentina and AS Roma at Stadio Artemio Franchi on March 3, 2021 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

La Repubblica (M. Ferretti) – Fossero tutte come la Fiorentina, la Roma oggi sarebbe in lotta per vincere lo scudetto. Perché se è vero che l’instabile squadra di Fonseca non ha mai (ancora) battuto una “big” del campionato, è certificato a prova di smentita che contro quelle che stanno dall’altra parte della classifica ha fatto il proprio dovere. Dodici vittorie in 13 partite: non male, giusto?

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Unica eccezione il recente pareggio senza reti in casa del Benevento. Due punti buttati in malo modo. Al di là della cronaca, però, c’è la storia del campionato. Che racconta che se tu batti (quasi) tutte le “piccole” e non vinci mai contro una “grande”, il rendimento dopo 25 giornate non ha davvero (più) nulla di casuale. Perché aver vinto 12 volte su 13 contro formazioni meno forti va considerato un pregio. Un pregio che a gioco lungo, però, nasconde, anzi diventa un limite, per una squadra umorale, psicologicamente fragile, costretta spesso a fare i conti con se stessa e poi con gli avversari.