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Fattore “esterno”: i numeri sono da incubo

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Fattore “esterno”: i numeri sono da incubo
REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - NOVEMBER 09: Nicola Zalewski of AS Roma in action during the Serie A match between US Sassuolo and AS Roma at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on November 09, 2022 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Corriere della Sera (M. Ferretti) – Il fattore esterno? Non esiste, nella Roma. Dati da incubo. Nelle ventuno gare ufficiali giocate prima della sosta mondiale (15 di campionato e 6 di Europa League), la Roma – che difende a tre – dal primo minuto ha presentato sulle corsie esterne 8 coppie. Con l’impiego di 6 giocatori a tutta fascia. Il tandem più gettonato è stato quello formato da Karsdorp Spinazzola, 6 volte.

Karsdorp non è mai stato messo seriamente in discussione. Mou gli ha assegnato/confermato la corsia di destra, relegando il nuovo arrivato Celik ad alternativa, e da lì non si è spostato. Il rendimento dell’olandese, però, da subito non è stato all’altezza delle aspettative: una presenza in campo spesso anonima, una partecipazione alla fase offensiva molto limitata e un aiuto al reparto difensivo raramente adeguato.

La Roma, in campionato, è riuscita a trasformare in gol soltanto un assist di un suo esterno, quello di Spinazzola in casa dell’Inter (gol di Dybala). El Shaarawy ha segnato un gol (a Verona) ma da attaccante; gli altri esterni sono ancora miseramente a quota 0. E questo aiuta ancor più a spiegare il “mal di gol” della Roma.