Derby, la prima volta è speciale

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La Gazzetta dello Sport (M. Perrone) Di Canio aveva vent’anni, come Cataldi, quando giocò il suo primo derby nel 1989. Sfruttò un cross di Ruben Sosa, fulminò Tancredi con una botta di destro, corse sotto la curva Sud col dito alzato come 15 anni prima aveva fatto Chinaglia.«Il massaggiatore mi aveva detto che se avessi segnato non avrei avuto le palle di andare a far festa davanti ai romanisti. Gli avevo risposto: invece farò proprio come Giorgione». È uno dei 4 giocatori nati a Roma che sono stati capaci di far gol al loro primo derby. Una storia iniziata nel 1930 con Bernardini, ex laziale che all’andata non aveva voluto giocare ma al ritorno, servito da Volk, con un rasoterra diede l’avvio a una rimonta romanista da 0-1 a 3-1; proseguita con Di Carlo, che nel 1984, in coppa Italia, chiuse un 2-0 con un gran sinistro da 20 metri eliminando la Lazio; e poi, dopo due romanisti, è toccato a due laziali, perché oltre a Di Canio c’è riuscito anche Candreva con la punizione da 30 metri sotto il diluvio che, piegando le mani a Goicoechea, avviò la rimonta da 0-1 a 3-2 nel 2012.

PALO A 18 ANNI Tassotti lo sfiorò, un gol al primo derby, prendendo un palo nel 1978 quando finì 0-0: aveva solo 18 anni, la Lazio fu il suo trampolino di lancio per i trionfi euromondiali con il Milan. Era finito 0-0 (in coppa Italia) anche il primo derby di De Sisti, nel 1962, poi la sua Roma vinse 6-4 ai rigori con 6 gol di Piedone Manfredini contro 4 di Longoni, allora poteva tirarli sempre lo stesso giocatore. A proposito di coppa Italia: Spinosi esordì in un derby del 1969 vinto 2-0 a tavolino dalla Roma perché a 3 minuti dalla fine andò via la luce quando comunque i giallorossi erano in vantaggio 1-0; e la prima volta che si trovò di fronte la Lazio in campionato, 7 settimane dopo, aprì il 2-1 romanista toccando in rete un tiro di Landini respinto dal palo. Rocca, romano di San Vito, fece uscire in lacrime il suo avversario diretto D’Amico alla fine del primo tempo di un derby del 1973 con la Lazio sotto 1-0: ma poi al posto di Vincenzino entrò Franzoni che segnò dopo 55 secondi (all’esordio assoluto in A, ma lui era di Livorno) e Chinaglia chiuse il 2-1.
GOL IN FUORIGIOCO Manfredonia esordì nel derby nel 1976: la Lazio vinse 1-0 con un gol del suo amico Giordano quasi dalla linea di fondo. Negli spogliatori dissero a Giordano (il trasteverino era alla seconda stracittadina): Bruno, hai segnato in fuorigioco… «Embè? Mejo così». Quello fu il primo derby anche per Bruno Conti, che al ritorno si prese la rivincita firmando l’1-0 da 30 metri. Nel 1975 Di Bartolomei aveva giocato per la prima volta contro la Lazio lanciando Peccenini con una sciabolata delle sue, cross del terzino, liscio di Ghedin, gol di Prati, terzo derby stagionale vinto dalla Roma contro i campioni d’Italia in carica.

IL RIGORE SBAGLIATO Nesta il primo derby l’ha vinto: 2-0 nel 1995, gol di Casiraghi e rigore di Signori, espulso Giannini. Lui, il Principe, la «prima» contro la Lazio l’aveva pareggiata 0-0 nel 1984, mentre 10 anni dopo rovinò l’esordio di Totti (subentrato a Piacentini) facendosi parare da Marchegiani il rigore procurato da Francesco che avrebbe regalato l’1-1 alla Roma. De Rossi si è goduto i suoi primi minuti da derby nel 2003, entrando al posto di Cassano fra il gol di tacco di Mancini e il raddoppio di Emerson. Ma fra i romani all’esordio nel derby nessuno si è divertito come Alessandro Ferri, un ragazzino di 17 anni che nel 1939 passava continuamente in sede per chiedere il biglietto. Il presidente Zenobi alla fine gli rispose: «Non ti serve, perché tu domani giochi. Ma se lo riveli a qualcuno ti rovino». Era addirittura il suo esordio assoluto in serie A, la Lazio vinse 2-0 (gol di Zacconi e Busani): l’unico successo a Testaccio della sua storia.

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