Il senso di quanto sta accadendo intorno alla Roma lo dà un tweet di Mark Pannes, uno dei manager americani della Raptor al lavoro su marketing e merchandising: «Cracking afternoon a Trigoria, mapping out strategy for new era». Pomeriggio crack, pianificata strategia per la nuova era. Ecco. Se ieri sia stato davvero l’inizio di una nuova epoca per la Roma, lo dirà il tempo. James Pallotta, il socio forte di DiBenedetto, ieri era nella capitale. «Miglioriamo di partita in partita, dobbiamo credere in Luis Enrique, sono fiducioso — ha detto —. E presto le basi per il nuovo stadio». Intanto, chi segue le vicende giallorosse in questi giorni ha la sensazione di aver preso al volo il treno della modernità: calcio innovativo, giovani talenti, allenatore fuori dagli schemi, top manager, chiacchiere multimediali. Da ieri, la Roma ha finalmente il suo profilo ufficiale su Facebook. I tifosi apprezzano anche questo aspetto del progetto.
Insostituibile Chi sembra essersi tuffato anima e corpo in questa nuova avventura è Daniele De Rossi. Leader sempre più autorevole della squadra, primo soldato di Luis Enrique, uomo immagine della società. Lo testimonia il suo rendimento, tornato su livelli altissimi, tanto da risultare, dopo cinque giornate di campionato, l’unico dei 26 giocatori utilizzati dal tecnico spagnolo sempre in campo, recuperi compresi. Lo dimostra il suo endorsement per la Roma di DiBenedetto, pronunciato in più di un’occasione, l’ultima dopo il successo sull’Atalanta: «La gente crede in questo progetto. È un cambiamento culturale. La squadra è il giusto mix tra vecchi e giovani. Luis Enrique è leale e intelligente, ha capito cosa non funzionava e l’ha corretto».
Ma quanto gli costa E tutto questo a dispetto di un contratto in scadenza tra pochi mesi. Oppure, l’adesione di De Rossi è figlia di alcune rassicurazioni sul suo futuro a Roma. Ci guadagnerebbero tutti, in fondo: lui, la squadra, la società. Ieri l’a.d. Claudio Fenucci, che conduce la trattativa insieme a Walter Sabatini, è tornato sull’argomento, a Radio anch’io lo sport: «Abbiamo fatto un passo avanti, siamo arrivati ad una definizione della parte variabile, ma sulla parte fissa c’è ancora distanza». Dunque, di buono c’è che De Rossi ha accettato la struttura del contratto (base più premi), quello che manca è l’accordo sullo stipendio fisso, il che tra domanda e offerta fa ballare ancora più di un milione di euro, quanto dista tra i 5 e spiccioli che offre la Roma e i sei e mezzo che pretende il giocatore. «Entrambi vogliamo chiudere, passo dopo passo ce la faremo», assicura Fenucci. La prossima settimana potrebbe rivelarsi decisiva, alla vigilia del derby. Non sarebbe male.
Gazzetta dello Sport – Alessandro Catapano