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Chef Rubio: «E alla fine un maritozzo con la panna»

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Chef Rubio: «E alla fine un maritozzo con la panna»

La Gazzetta dello Sport (T.Bottazzo) – Chef Rubio, uno, centomila. Rugbista sfrenato e concentrato ai fornelli. Star televisiva , ma a favore di «Unti e Bisunti» e chi fa «Un lavoro sporco». Romanista sfegatato, ma per 3 anni con la maglia della Lazio (di rugby). «Sì, mi ricordo le feste societarie biancocelesti, già con l’aquila Olimpia narcotizzata in campo, e noi in abito di gala, che era poi la tuta. Ma tutta la squadra era romanista e sotto avevamo la maglia della Roma. Troppo divertente». Parla senza freni Chef Rubio, la voglia matta di godersi questo derby: «Pensavo di andare allo stadio, ma sono saltati i programmi. Spero davvero di non ridurmi alla radio, come una volta, ma di vedermelo in tranquillità, voglio gustarmelo».

Per Pechino Express, ospite d’eccezione, propose di preparare i supplì. Per questo derby invece?
«A pranzi e cene non mi va proprio di pensare. Ecco, a partita finita, proporrei un bel maritozzo con la panna. Per festeggiare la vittoria della Roma, o per consolarci se invece il derby va alla Lazio. Un buon dolce fa bene a tutti».

Per Totti potrebbe essere l’ultimo derby…
«Si dice sempre che è l’ultimo, invece… A 45 anni lo vedremo ancora in campo a dire che si gioca l’ultimo derby. Vederlo in campo è un piacere per tutti».

Avete qualcosa in comune: in tivù bucate lo schermo, come si dice…
«Bello avere analogie con Totti. Sì, siamo spontanei, ci piace divertirci, essere noi stessi. E’ un po’ il marchio di fabbrica di noi romani. E della Roma: è tutta un’iperbole, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Senza freni, senza regole. In campo e fuori. Voglio vedere se a Torino permettono ai giocatori di far quel che fanno quelli della Roma. Non a caso poi è seconda, anche se poi un romanista vero pensa davvero che i 9 punti dalla Juve possano essere colmati».

Totti e…
«De Rossi è l’unico vero capitano, l’uomo squadra. Totti è lui, un alieno in campo. De Rossi anche con una gamba sola, serve a tutti. E poi Dzeko: mi fanno ridere quelli che dicono che è una pippa, soprattutto ora che ha avuto questo battibecco con Spalletti. Speriamo rimanga nella Roma».

La Lazio?
«È una bellissima squadra, un bel gruppo, piedi buoni e fastidiosi. Sulle fasce hanno delle furie: Anderson quando scappa è imprendibile. Uno come Milinkovic ci starebbe bene alla Roma».

Superdivi del calcio, ma Chef Rubio preferisce «Unti e Bisunti»…
«Sta per partire il mio nuovo programma su Dmax: “È uno sporco lavoro”. Mi occupo dei lavori più umili e faticosi come quello dei netturbini o gli sgorga­fogne. Mi ha colpito il disgaggio, cioè la messa in sicurezza di una parete rocciosa perché i massi non rotolino sulla strada. Un lavoro pericolosissimo, di cui nessuno sa niente. Poi, in sordina, sto mettendo insieme l’elenco dei direttori delle carceri per organizzare corsi di cucina, continuare con altre pillole­video per la lingua dei segni, dopo la toccante partecipazione nelle cucine di Casa Italia alle Paralimpiadi di Rio 2016».

Anche Totti è molto impegnato nel sociale, vi siete incontrati qualche volta?
«Non ancora, mi farebbe molto piacere. Ben venga anche qualche giocatore della Lazio, sarebbe bello se arrivassero a darmi una mano. Se soltanto tutti giocatori della Serie A dessero 100 euro ciascuno invece di buttar soldi per auto di lusso, sai quante persone potrebbero stare meglio».